I fiori di Bach fanno parte dell’ampia categoria delle discipline cosiddette olistiche finalizzate a promuovere il riequilibrio psicofisico e il benessere della persona.

Nonostante i quasi novant’anni di diffusione e conseguente pratica in tutto il mondo dei Fiori di Bach come “cura di sé”, ancora oggi, in certi ambienti, si discute animatamente sulla reale fondatezza dei principi sottesi all’uso dei fiori secondo le intuizioni del Dr. Bach. Attenzione: si parla di cura di sé e non di terapia – precisazione necessaria visto che il termine “flori-terapia” irretisce alcuni detrattori – poiché il primo termine, cura, ha un’etimologia che veicola il concetto di attenzione, osservazione, responsabilità e premura, mentre il secondo, terapia è riferito, nel comune linguaggio scientifico, a quelle azioni strettamente rivolte a combattere uno stato patologico e pertanto riservate esclusivamente alla classe medica.

Non è di interesse, in questa sede, illustrare nel dettaglio la floriterapia del Dr. Bach. Anche perché in rete si trovano un’infinità di siti, articoli e definizioni – alcuni tra l’altro molto validi – più o meno specifici e approfonditi sull’intero sistema e su ogni singola essenza.

Qui ci è sufficiente riassumere per sommi capi i tratti generali di questo approccio filosofico e metodologico al fine di condurre il ragionamento sui principi legati alla sua modalità di funzionamento e di efficacia.

La floriterapia del Dr. Bach, rappresenta un metodo di accompagnamento e, appunto, di “cura” della persona, fondato sull’utilizzo di 38 essenze floreali più un composto, il Rescue Remedy, ricavate per infusione solare o bollitura da rispettivi 37 fiori selvatici più un’acqua di roccia.

Tali essenze, che si assumono in gocce, furono scoperte tra il 1926 e il 1934 dal medico e batteriologo inglese Edward Bach, il quale intuì l’analogia tra il “carattere essenziale” di alcune specie botaniche, ovvero il loro modo di manifestarsi e interagire con il proprio ambiente e alcuni schemi di comportamento tipici e ricorrenti nella natura umana: dalla paura all’impazienza, dall’orgoglio alla timidezza, dall’eccessiva preoccupazione all’eccessivo altruismo, dall’insicurezza all’ipercontrollo e altro.

Grazie a questa prima intuizione, il Dr. Bach portò avanti la sua osservazione fino a che arrivò ad ipotizzare e poi a sperimentare empiricamente – e già qui qualcuno storcerebbe il naso – come l’essenza energetica di certi fiori fosse in grado di riequilibrare uno stato emozionale negativo, ovvero vissuto con senso di disagio, riportandolo, grazie all’assunzione dell’essenza del fiore, ad un corrispondente stato emozionale che si potrebbe definire opposto, cioè vissuto in chiave positiva in quanto capace di creare un maggiore agio emozionale e un migliore senso di efficacia di sé.

Per fare un esempio pratico, se ci sentiamo scoraggiati, delusi e scontenti, non è che assumendo il fiore Gentian (Gentiana amarella) quelle sensazioni magicamente svaniscono e ci ritroviamo contenti e fiduciosi. Quello che succede è che l’assunzione dell’essenza floreale favorisce prima di tutto l’ascolto e la consapevolezza di sé e cioè inizia a mostrare, prima di tutto a noi stessi, l’aspetto lamentoso e pessimista con cui tendiamo ad affrontare ogni piccola difficoltà. Poi, piano piano, si fa strada la trasformazione di quella stessa emozione verso il suo stato opposto e cioè, nel nostro esempio, verso quello stato mentale ed emozionale che consente di accettare meglio gli ostacoli, di coglierne il messaggio senza abbattersi subito e di sviluppare una maggiore fiducia nella possibilità di trovare nuove e diverse soluzioni ai vari problemi che dobbiamo affrontare. Così lavorano i fiori.

Oggi i Fiori di Bach, conosciuti e utilizzati in tutto il mondo, rappresentano un valido sistema di aiuto al disagio emozionale di tipo fisiologico, cioè una condizione emozionale che non raggiunga i livelli e i tratti di una vera e propria patologia. Anche se, piace evidenziare che in alcuni ambiti, ovviamente particolarmente avanzati dal punto di vista delle scienze integrate, i fiori di Bach vengono utilizzati come un valido strumento capace di coadiuvare alcune terapie mediche convenzionali.

Trovi l’articolo completo di Daniela Iurilli sul numero 107 de L’altra medicina.