Articolo a cura di Primus, pubblicato in collaborazione con L'altra Medicina · 7 maggio 2026
"Un'idea di pane che diventa scienza: la storia di Primus"
Il pane è forse l'alimento più antico della civiltà umana. Per millenni è stato nutrimento, simbolo, medicina popolare. Poi la modernità lo ha impoverito — farine raffinate, lievitazioni rapide, ingredienti ridotti all'osso — e con lui si è impoverita qualcosa anche nella nostra salute.
Sandro Santolin aveva intuito che un pane fatto con cura — cereali interi, legumi, fermentazione naturale lunga e intensa — potesse essere qualcosa di più di un semplice alimento. Una visione che non ha fatto in tempo a vedere compiuta, ma che le sue figlie, Valentina e Rachele, hanno saputo raccogliere, coltivare e portare fino alla pubblicazione di uno studio scientifico su rivista internazionale.
Noi de L'Altra Medicina ci abbiamo creduto fin dal primo numero. In un panorama editoriale che spesso insegue mode o si ferma alla superficie, abbiamo scelto di seguire questa storia perché parla di qualcosa di concreto: infiammazione cronica, neuroinfiammazione e dolore persistente — tra le condizioni più diffuse e difficili da trattare della nostra epoca — e di come una risposta possa nascere, sorprendentemente, da un pezzo di pane.
Un pane che dialoga con il sistema immunitario: le prime conferme scientifiche
Il 17 febbraio 2026 è stata pubblicata su rivista internazionale (MDPI) una ricerca che indaga con rigore gli effetti del pane Primus — un alimento fermentato a base di cereali interi e legumi — sulla risposta infiammatoria e sul sistema nervoso. I risultati sono incoraggianti e il metodo è solido.
Cosa ha studiato la ricerca
Lo studio ha valutato gli effetti di un'alimentazione basata su Primus in un modello animale di infiammazione sistemica e neuroinfiammazione — ovvero quella forma di infiammazione che coinvolge il sistema nervoso, sempre più associata a disturbi cronici, dolore persistente e alterazioni del benessere psicofisico.
In condizioni di infiammazione indotta, rispetto a una dieta standard, i risultati sono stati coerenti e significativi su più fronti:
Un effetto adattativo, non indiscriminato
Uno degli aspetti più rilevanti — anche in ottica clinica — è che nei soggetti sani il pane Primus non ha mostrato alcun effetto antinfiammatorio né immunosoppressivo. Questo suggerisce un'azione adattativa: il prodotto sembrerebbe intervenire attivamente in presenza di uno stato infiammatorio, restando neutro in condizioni fisiologiche normali.
Una distinzione importante, che distingue Primus da molti approcci farmacologici: non sopprime, ma modula — e solo quando serve.
Il ruolo della fermentazione naturale
A fare la differenza, secondo i ricercatori, è proprio la fermentazione naturale intensa alla base di Primus: un processo che migliora la biodisponibilità dei nutrienti e favorisce la formazione di composti bioattivi con capacità modulanti sulla risposta infiammatoria.
Non si tratta quindi di un semplice pane "più digeribile", ma di un alimento che interagisce con i meccanismi più profondi della regolazione immunitaria. La coerenza degli effetti osservati — a livello sistemico, cellulare e comportamentale — indica un'azione integrata lungo l'asse neuroendocrino-immunitario, uno dei terreni più fertili della ricerca contemporanea sulla salute.
Leggi lo studio completo
Per chi desidera approfondire, la pubblicazione scientifica è disponibile su MDPI:
Leggi la pubblicazione su MDPI →Siamo felici di condividere questo risultato con la comunità de L'Altra Medicina: è il frutto di anni di lavoro, e rappresenta per noi una conferma importante del percorso intrapreso.
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