Perché 50 sfumature di GIFT? Sappiamo che l’idea di iniziare l’ennesima dieta può essere scoraggiante, ma il nostro obiettivo è stato proprio quello di aiutare chi legge a trovare l’entusiasmo per iniziare. Abbiamo quindi raccolto 50 testimonianze di chi ce l’ha fatta, per regalarvi e regalarci un libro di vita e di emozioni, più che di regole e di rinunce. Considerare un obiettivo raggiungibile, perché altri l’hanno raggiunto, ci può aiutare a conquistarlo davvero! Vuol dire coniugare una nuova filosofia con tutti gli aspetti della propria vita connessi con la salute. Perché il benessere è qualcosa che si deve perseguire ogni giorno e non solo un mese all’anno.Quando si capisce che tipo di cambiamento profondo possa venire indotto dall’adesione alla filosofia GIFT e di segnale, è facile poi rendersi conto del fatto che questa stessa filosofia possa grandemente impattare, oltre che sul nostro dimagrimento, anche sul nostro lavoro, sulla nostra creatività, sulla nostra maggiore o minore realizzazione personale individuale.

Vedere e capire 50 storie di successi sportivi, professionali, di dimagrimento e di guarigione può spingerci, una volta per tutte, a sposare davvero “la magia del vivere sano”. Il libro é dedicato a tutti i protagonisti che con le loro testimonianze aiuteranno tanti lettori a cambiare in meglio le loro vite. I loro racconti e ringraziamenti ci hanno riempito il cuore e ci spronano a continuare in questo bellissimo, intenso e gratificante lavoro. I diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro saranno devoluti all’AMPAS, l’associazione dei medici di segnale, per scopi di ricerca, educativi e divulgativi.
Vi offriamo qui una piccola parte dell’introduzione, dedicata al cambiamento: “Il lavoro del medico di segnale o del nutrizionista che propone GIFT è in effetti sostanzialmente un lavoro di induzione al cambiamento. Noi possiamo raccontare tanto a lungo quanto vogliamo le meraviglie biochimiche e fisiologiche, preventive e curative, dimagranti e disintossicanti di un sano regime alimentare come GIFT, e tuttavia potremmo non ottenere alcun risultato se con le nostre parole non riuscissimo a smuovere le errate convinzioni su cui poggia lo stato di cattiva salute o di sovrappeso di cui soffre il paziente. Il “libretto delle istruzioni” se vogliamo è già disponibile sui vari libri che abbiamo negli anni pubblicato, ma sappiamo anche che la resistenza al cambiamento è uno degli ostacoli più duri da superare a livello psicologico. Infatti usiamo dire che il regime GIFT è davvero accessibile a tutti, ma nello stesso tempo diciamo che non è esattamente “per tutti”, perché prendiamo atto del fatto che non tutti sono disponibili psicologicamente al cambiamento.
Qualche esempio ci aiuterà a capire meglio. Ci capita spesso in studio di conoscere pazienti che si presentano già fissando (loro) delle regole preliminari. Per esempio dicendo: “Dottore so che voi siete nemici degli zuccheri raffinati, ma io il caffè senza un cucchiaino di zucchero non lo posso bere!”. Oppure: “Dottore so che voi date molta importanza al movimento fisico, ma io sono pigro di natura e le anticipo subito che non farò alcun tipo di sport!”. O ancora: “So di essere cardiopatico, ma senza il mio pacchetto di sigarette non ci voglio stare”. O infine: “So che lei è contrario all’abuso di farmaci, ma le segnalo, prima di iniziare la visita, che prendo un analgesico al giorno per il mio mal di testa cronico e non ho alcuna intenzione di rinunciarvi!”. Di solito tali affermazioni perentorie (indice di una schiavitù di lunga data) sono seguite da velate minacce, del tipo: “se non è possibile, lasciamo pure stare, mi cercherò un altro professionista” (come se ad un professionista serio, che conosce il valore delle proprie cure, potesse importare il fatto che un paziente scelga una via di cura diversa: ma buon per lui!).
Qui per comprendere davvero cosa significhi indurre cambiamento occorre capire che a livello psicologico la visione del mondo di ciascuno è unica e soggettiva. E che se un paziente ha un problema (patologico, di sovrappeso, infiammatorio, di gonfiore, di inadeguatezza o anche psichico) è del tutto probabile che quel problema affondi le proprie radici esattamente nella distorta immagine del mondo che la persona vive (per esempio nel considerare “normale” gonfiarsi di farmaci, non dormire la notte, mangiare in modo sregolato, fumare ecc.). Poiché però tale immagine del mondo – come dice Watzlawick nel suo bellissimo “Il linguaggio del cambiamento” – è stata prodotta proprio dalle componenti razionali e cognitive del cervello della persona stessa, pare chiaro ed evidente che l’individuo tenderà a porre resistenza nel rimuovere ciò che fino ad oggi (seppur con un certo numero di inconvenienti) gli ha dato sicurezza e tranquillità.
Uscire dalla propria zona di comfort richiede energia, consapevolezza, motivazione, di cui non sempre disponiamo. E richiede anche uno sforzo importante, che non può esaurirsi magari nei primi giorni di “carica emotiva” ricevuta durante la visita. Supponendo anche che il professionista abbia ben caricato la chiavetta della motivazione che abbiamo tutti dietro la schiena, dobbiamo essere coscienti del fatto che tale carica non durerà a lungo, e che dobbiamo essere in grado, con un processo attivo, di ricaricarla rapidamente in modo che possa continuare a motivarci in modo permanente. Guarire, dimagrire, tonificarsi, disintossicarsi sono tutti obiettivi che presuppongono processi attivi e mai passivi. Chi si ponga davanti a queste mete in modo passivo (“Dottore mi dica cosa devo fare…”) avrà probabilmente davanti un lungo percorso.

LA MAGIA DEL VIVERE SANO
Lyda Bottino, Luca Speciani
Tecniche Nuove, 2019, Pag 164, 14,90 euro