Eleonora Cividini
Farmacista, autrice per L'altra Medicina
Una parentesi sul doping
Prima di parlare dei farmaci comuni, una precisazione importante: alcune sostanze sono vietate in competizione in quanto doping. Le principali categorie vietate nel 2026 sono sempre (sia in che fuori competizione): steroidi anabolizzanti come testosterone e nandrolone, ormoni peptidici e fattori di crescita come EPO, β2-agonisti oltre i limiti consentiti, modulatori ormonali e metabolici come tamoxifene e clomifene, diuretici come la furosemide, sostanze non approvate per uso terapeutico, doping ematico e genetico.
⚠️ Vietate solo durante le competizioni
- Stimolanti (es. amfetamine, metilfenidato in determinate condizioni, caffeina oltre soglia)
- Narcotici (alcuni oppioidi)
- Cannabinoidi (THC e derivati; il CBD non è vietato)
- Glucocorticoidi per alcune vie di somministrazione (orale, iniettabile, rettale)
- Beta-bloccanti in alcuni sport dove la precisione è importante, come tiro a segno e biliardo
Se consideriamo competizioni di livello medio alto, dove partecipano anche professionisti, come quella a cui ho assistito, è facile che gli atleti siano ben informati su questi aspetti. Il mondo dello sport però è molto più ampio e i livelli amatoriali è più difficile sentire parlare di doping.
I farmaci che frenano la performance
Quanto può incidere, nella performance sportiva, l'uso di farmaci? Molti sportivi di tutte le età assumono quotidianamente farmaci senza conoscerne gli effetti e le potenziali ripercussioni sulla loro performance e stato di benessere generale. Vediamoli uno per uno.
Farmaci che sopprimono il testosterone
Farmaci che sopprimono il testosterone — come finasteride e dutasteride — fanno l'esatto contrario del doping, con rischi per la massa muscolare e la percezione della fatica. Anche la più naturale Serenoa repens, tra gli integratori, è soppressore del testosterone.
⚠️ Non possiamo dimenticare in questo elenco le statine: usate per abbassare il colesterolo — sempre ai livelli più bassi nelle linee guida — hanno come effetti collaterali principali i dolori muscolari, insieme a rigidità, crampi e riduzione della sintesi di coenzima Q10. Considerato che il CoQ10 è fondamentale nella produzione di energia, si tratta di effetti piuttosto invalidanti per una persona dedita all'attività fisica. Stessa precauzione vale anche nell'uso di integratori a base di riso rosso fermentato (monacolina K), che agisce allo stesso modo a dosaggio inferiore.
Cosa fare: non smettere lo sport, cambiare approccio
«Se leggendo questo articolo avete pensato "effettivamente prendo dei farmaci, ma non faccio sport", allora è il caso di iniziare a fare almeno una passeggiata di 30-40 minuti al giorno. Con un po' di costanza, i benefici si vedranno molto velocemente.» — Eleonora Cividini, L'altra Medicina n. 162
Quanto ai farmaci, la lettura di questa rivista e il consiglio di un valido professionista di Medicina di Segnale faranno da scudo ai trattamenti inutili e dannosi. L'obiettivo non è smettere di muoversi — è smettere di assumere farmaci di cui non si ha realmente bisogno, o di farlo consapevolmente, conoscendo le possibili ripercussioni sulla propria salute e sul proprio rendimento sportivo.
📖 Articolo originale pubblicato su
L'altra Medicina — Numero 162
Questo contenuto è un'elaborazione dell'articolo di Eleonora Cividini, pubblicato nello Speciale Movimento de L'altra Medicina n. 162. L'articolo completo è disponibile sulla rivista.
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