Articolo L’altra medicina N. 106 – 06/2021

Bibliografia e note

1. Per i riferimenti bibliografici, vedi Pillola BPC 90, CIS 2012
2. Miller M et al. Triglycerides and CV. A scientific statement from the Ame-

rican Heart Association. Circulation 2011; 123:2292
3. V. Pillola ES 44-45, CIS 2009 su cibi e diete a basso indice glicemico.
4. Pillola BPC 50/2009. Alternative alla TOS / 6. Pillola ES 62-63/2010, CIS.
5. Visioli F. et al. Lipids 2003; 38:4155.

(a) La sindrome metabolica è definita da 3 o più dei seguenti indicatori: glicemia a digiuno >110 mg/dl, colesterolo buono o HDL <50 mg/dl nelle donne e <40 mg/dl negli uomini, giro vita ≥88 cm nelle donne e ≥102 cm negli uomini, pressione arteriosa ≥130/85 mmHg, trigliceridi ≥150 mg/dl. Molti hanno criticato la definizione di questa “sindrome” (1), che sembra concepita per allargare il mercato dei farmaci.

(b) Nella più grande delle ricerche valide, il WHI, fra le donne che avevano vampate di calore e sudori notturni in partenza, questi all’interruzione sono ricomparsi in forma moderata o grave nel 56% di chi ha preso la TOS con estroprogestinici; e in chi non aveva sintomi sono comparsi 6 volte di più rispetto al gruppo di donne trattate con placebo. Anche dolore e rigidità articolare erano presenti 3 volte di più in chi aveva assunto la TOS 1. Anche le donne in TOS con soli estrogeni (1) hanno avuto all’interruzione 3 volte più vampate e sudori notturni delle donne trattate con placebo, e 5 volte di più nel sottogruppo senza alcun sintomo all’inizio della ricerca! Tutte inoltre hanno dichiarato più tensione
mammaria sempre, durante e al termine dell’assunzione dell’estrogeno.

(c)Le cps di omega-3 sono ancora rimborsate per TG molto alti (≥500 mg/dl) e negli infartuati. Ma oggi le prove della loro futilità nella protezione cardiovascolare sono ancor più forti rispetto a (6): la più recente sintesi (1) di tutte le ricerche valide su cardiopatici ha concluso che le cps di omega-3 non riducono né gli eventi cardiovascolari complessivi, né mortalità totale, morte improvvisa, infarto, scompenso cardiaco o ictus. E nelle ricerche più recenti la tendenza è persino sfavorevole. Come prevenzione primaria poi, non c’è alcuna prova di utilità (1). Non basta. Ciò che è “solo inutile” nelle ricerche i cui partecipanti non sanno se ingeriscono omega-3 o placebo, nella pratica clinica può produrre un danno netto a chi crede a un effetto protettivo. Ciò accade per l’effetto licenza (1), in cui chi crede di ingerire una pillola protettiva “si fa sconti altrove”, riducendo comportamenti salutari che gli costano sforzo. Non c’è proprio più motivo di continuare a prendere cps di omega-3, che oltretutto non abbassano affatto il colesterolo cattivo LDL, ma lo alzano leggermente (2).

(d) I grassi saturi (solidi a temperatura ambiente, come burro, strutto…) non aumentano i TG, o lo fanno meno degli zuccheri, ma possono aumentare il rischio cardiovascolare.