Lyda Bottino
Autrice per L'altra Medicina
Il troppo stroppa: l'equivoco del «di più»
Non sono propriamente una sportiva. Lo dico senza vergogna: non mi sveglio alle cinque del mattino per correre dieci chilometri, non colleziono medaglie, non conosco a memoria i tempi della maratona di New York. Eppure con costanza ho scoperto che, anche nello sport, il minimalismo funziona meravigliosamente.
Viviamo nell'epoca del «di più»: più allenamenti, più chilometri, più app per monitorare il battito, il sonno, la respirazione, il recupero — e probabilmente anche il numero di pensieri al minuto. Ci convinciamo che per stare bene servano programmi complicatissimi: cinque discipline diverse, sei allenamenti a settimana, integratori dai nomi impronunciabili e un armadio pieno di abbigliamento tecnico. Poi, magari, dopo tre settimane molliamo tutto.
💡 Il minimalismo propone una domanda diversa: qual è il minimo indispensabile che mi fa stare davvero bene? La risposta, sorprendentemente, è: molto meno di quanto immaginiamo.
Poco e bene: il minimo indispensabile
✅ Il programma minimalista
Una camminata veloce quasi ogni giorno.
Due sedute di esercizi di forza a settimana.
Qualche minuto di mobilità articolare.
Fine.
Non sarà il programma ideale per vincere un'Olimpiade. Ma potrebbe essere quello perfetto per arrivare a ottant'anni ancora capaci di salire le scale senza imprecare. Mi piace pensare allo sport come a un buon guardaroba minimalista: pochi capi, ottimi, che usi continuamente. Meglio tre esercizi eseguiti con attenzione che trenta fatti in fretta. Meglio una passeggiata fatta con piacere che una corsa vissuta come una punizione. Meglio mezz'ora costante ogni giorno che tre ore una domenica al mese.
«Il corpo, proprio come la casa, ama la semplicità. E soprattutto ama la continuità.» — Lyda Bottino, L'altra Medicina n. 162
Qualità non quantità: cosa cambia davvero
C'è anche un altro aspetto che il minimalismo mi ha insegnato: quando fai poche cose, impari a farle bene. Respiri meglio. Ascolti il corpo. Migliori la tecnica. Ti accorgi della postura. Senti davvero i muscoli lavorare.
E un po' come cucinare con pochi ingredienti di qualità: ogni sapore si sente di più. Naturalmente esistono gli agonisti, e fanno bene a seguire programmi complessi. Ma la maggior parte di noi non deve battere record mondiali. Dobbiamo semplicemente stare bene. Dormire meglio. Avere energia. Mantenere ossa forti. Proteggere il cuore. Conservare autonomia negli anni. Per tutto questo non serve ispirazione: serve esserci.
💡 Il minimalismo sportivo, in fondo, non è pigrizia. È intelligenza. È scegliere ciò che conta davvero ed eliminare il rumore di fondo. Così il movimento smette di essere un obbligo e torna a essere quello che dovrebbe essere sempre: un piccolo regalo quotidiano al nostro corpo. E, curiosamente, i regali più belli non sono quasi mai quelli più complicati.
📖 Articolo originale pubblicato su
L'altra Medicina — Numero 162
Questo contenuto è un'elaborazione dell'articolo di Lyda Bottino, pubblicato nello Speciale Movimento de L'altra Medicina n. 162. L'articolo completo è disponibile sulla rivista.
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