L’ozono, normalmente prodotto dal nostro sistema immunitario è una forma allotropica e molto instabile dell’ossigeno, composto da 3 atomi di ossigeno.

Essendo una molecola instabile, deve essere preparato con apposite macchine nel momento del suo utilizzo e non può essere venduto in farmacia.

Grazie a numerose ricerche scientifiche, sappiamo che tutte le patologie croniche, degenerative ed infettive, tranne quelle genetiche congenite, che sembrano sempre più correlate con le condizioni genetiche ed epigenetiche materne, si sviluppano in ambiente cellulare acido, traggono la loro origine da una disbiosi intestinale, uno stato infiammatorio cronico e da una carenza di ossigeno tissutale.

L’ozono nel nostro organismo svolge contemporaneamente le seguenti funzioni:

  • antinfiammatoria;
  • antibiotica;
  • virustatica;
  • antitrombotica;
  • migliora la funzionalità del microcircolo;
  • stimola l’ossigenazione dei tessuti;
  • aumenta l’attività dei mitocondri e la produzione di energia cellulare;
  • agisce per ossidazione, come i leucociti;
  • riduce acidità tissutale ed ipossia;

Tutte queste funzioni sono svolte senza determinare alcun effetto collaterale o antibiotico-resistenza e senza lasciare tracce in ambiente.

L’ozono ossidando Liporoteine Spike, ne inibisce il contatto con recettore ACE2 e NRP-1 e la penetrazione endocellulare; attiva NrF2 che regola risposta antiossidante ed attività mitocondriale; inibendo p65 di NF-KB riduce citochine proinfiammatorie, riduce infiammazione endotelio e microtrombi.

Questa molteplicità di azioni svolte contemporaneamente rende molto utile l’ozono anche nella attuale pandemia, non la specifica azione antivirale.

L’ozono che ci protegge dalle infezioni e dalle malattie sin da quando è spuntata la vita sulla Terra, può certamente aiutarci anche contro la attuale Pandemia e le sue mutazioni. Sino ad oggi non è stato scoperto nessun batterio, virus o micete resistente all’ozono: neanche il COVID-19.

Per contrastare efficacemente la pandemia da COVID-19 bisogna agire sia sulla prevenzione che sulla cura.

Possiamo ridurre il rischio di contagio sia riducendo la carica virale ambientale che migliorando il nostro sistema immunitario.

Trovi l’articolo completo del dott Simonetti sul numero 104 de L’altra medicina.