L’attività sportiva si caratterizza per essere strutturata e finalizzata al raggiungimento di obiettivi di performance in termini qualitativi (perfezione del gesto atletico) o quantitativi (velocità, potenza, agilità). Da un punto di vista pratico è molto importante comprendere che le esigenze nutrizionali sono molto diverse nel caso di sportivi professionisti, amatoriali e quelli che possiamo definire scherzosamente “sportivi della domenica”.

Il corpo umano, come ogni macchina, per funzionare ha bisogno di integrità strutturale e di un continuo approvvigionamento energetico. Necessita di un efficiente sistema di raccolta, elaborazione e memorizzazione delle informazioni ambientali. Ma, al contrario delle macchine industriali, il corpo umano è un sistema vivente che deve alternare fasi di attività e fasi di riposo in cui vengono attivati processi di recupero energetico e detossicazione. Una serie impressionante di evidenze hanno dimostrato che non si possono raggiungere risultati sportivi se non si pone adeguata attenzione al recupero e al riposo.

La nutrizione per molto tempo è stata collegata esclusivamente all’approvvigionamento energetico dell’organismo in termini di apporto calorico e questa visione troppo meccanicistica è ancora radicata in molti professionisti della salute che si occupano di sport. Anche in questo caso, a differenza di macchinari semplici, il nostro corpo ha necessità molto più che semplici calorie, visto che gli alimenti che assumiamo ogni giorno portano con sé anche informazione e segnali in grado di influenzare profondamente l’omeostasi e la resilienza del sistema. Negli ultimi decenni sono state messe a punto numerose strategie nutrizionali e integrative per supportare gli sportivi nella loro attività, strategie sempre più mirate con l’avanzare delle conoscenze tecnico/scientifiche sulla nutrigenomica, sulla micro- nutrizione, sulla medicina sportiva e potenziativa. La filosofia “food first” promossa in relazione alle esigenze nutrizionali dell’atleta pone in primo piano la corretta alimentazione, cui si possono affiancare integratori alimentari sotto controllo di professionisti della salute. Sebbene sia complesso valutare quanto una corretta nutrizione o supplementazione abbia influenza sulla performance sportiva, sappiamo che la nutrizione, dopo la scienza dell’esercizio fisico è in grado di influenzare maggiormente la performance sportiva, così come anche lo stato psicologico dell’atleta.

In passato la nutrizione sportiva si è focalizzata esclusivamente sugli obiettivi di performance e sugli interventi short-term per il raggiungimento degli stessi. Negli ultimi anni il focus si è allargato includendo gli interventi anche a medio termine indirizzati al mantenimento di uno stato di salute ottimale nell’atleta, in modo da consentire la massima espressione delle sue abilità nella disciplina sportiva. La nutrizione “di Segnale” o “funzionale” nell’atleta ha come primo obiettivo quello di sfruttare in pieno il potere di micro e macro nutrienti e sostanze bio- attive, trovando la sua espressione in un’adeguata e varia combinazione di alimenti con il giusto apporto idrico, tenendo conto del timing e della tipologia di allenamento.

Trovi l’articolo completo di Maurizio Salamone (direttore scientifico Metagenics Italia) sul numero 114 de L’altra medicina.