Dr. Luca Speciani
Medico, nutrizionista, fondatore della DietaGIFT
Eziologia sempre sconosciuta?
Nei libri di testo di medicina, all'inizio di ogni capitolo sulle malattie autoimmuni — che si parli di Lupus, tiroidite, artrite reumatoide, morbo di Crohn o diabete di tipo 1 — compare sempre la stessa affermazione laconica: «eziologia sconosciuta». Non sappiamo nulla sulle cause.
Un'ammissione accettabile per una singola patologia rara. Ma che diventa una drammatica sconfitta quando riguarda la totalità delle malattie autoimmuni. Una patologia autoimmune è determinata da anticorpi che l'individuo rivolge contro se stesso, verso qualche proprio organo o struttura. Un meccanismo comune — eppure ufficialmente inspiegato.
💡 Se continuiamo a respingere i sintomi con farmaci soppressivi, ben presto ci troveremo a sviluppare patologie interne più gravi, frequentemente di origine autoimmune. Eppure questo percorso viene sistematicamente ignorato.
Autoimmunità spiegate
L'anemia mediterranea protegge dalla malaria alterando la struttura del globulo rosso in modo non grave. La fibrosi cistica protegge gli enterociti dalla disidratazione causata dal colera. Anche la tiroidite di Hashimoto può essere letta come una risposta adattativa autoimmune — temporaneamente in eccesso — di secrezione ormonale.
Tutti esempi di autoimmunità in chiave difensiva. Non è credibile, dunque, che delle centinaia di malattie autoimmuni esistenti neppure una abbia trovato una spiegazione ufficialmente accettata. La comprensione di questi meccanismi è una sfida che la medicina convenzionale ha scelto di non raccogliere.
I soliti interessi
C'è un interesse specifico a non cercare cure efficaci per le malattie autoimmuni, da parte di chi guadagna dalla soppressione dei sintomi e dalla loro cronicizzazione. Le autoimmuni vengono invariabilmente trattate con dosaggi crescenti di farmaci soppressivi: cortisone, azatioprina, ciclosporina, tacrolimus, Montelukast — con effetti collaterali talvolta gravissimi.
«Cara signora, lei dovrà assumere questo farmaco per tutta la vita.» Un'affermazione che, alla luce dei numerosi successi terapeutici non farmacologici, suona quantomeno azzardata — Dr. Luca Speciani, L'altra Medicina n. 159
Esiste un paradigma alternativo: quello che cerca la guarigione, che tenta di ascoltare — invece che sopprimere — il tentativo di autoguarigione del corpo. Questo approccio si chiama medicina di segnale.
Dermatiti, bolle, pustole, acne
La pelle è l'organo emuntore più efficiente e rapido nell'eliminazione di tossine, veleni e allergeni. Quando la mastcellula libera istamina, provoca vasodilatazione nei tessuti superficiali con allentamento delle giunzioni cellulari: è il meccanismo con cui l'organismo «preme» gli allergeni verso l'esterno, producendo arrossamenti, pruriti, orticarie e bolle.
Gli antistaminici bloccano questo processo. Le sostanze nocive non vengono più espulse: rimangono dentro. Il bambino con la dermatite apparentemente «guarisce», ma il problema si sposta — dalla pelle ai bronchi, ai seni paranasali, alle mucose intestinali, fino alle malattie autoimmuni. Lo spezzettamento specialistico della medicina attuale fa sì che nessuno si accorga del percorso.
Artrite e fattore reumatoide
Il fattore reumatoide è un autoanticorpo che attacca le articolazioni provocando dolori e sintomi tipici dell'artrite. Come osserva il reumatologo toscano Gabriele Guidoni, questo autoanticorpo si trova inizialmente solo nel sangue: il liquido sinoviale resta indenne. Solo in un secondo momento l'articolazione viene attaccata.
💡 L'artrite reumatoide è una malattia centrale dell'organismo, non una patologia d'organo. Questo vale per quasi tutte le malattie autoimmuni. Lavorare solo in periferia — con antidolorifici e soppressori immunitari — non potrà mai essere risolutivo.
Cercare le radici del problema
Luigi Oreste Speciani, anatomopatologo che ha contribuito alla scomparsa della tubercolosi in Italia, diceva spesso che l'asma non era una malattia: era il sintomo di uno squilibrio dell'organismo. Poteva dipendere da stress emotivo, irritazione intestinale, presenza di parassiti o inquinamento ambientale. Bisognava imparare a dialogare con il sintomo, senza smettere di cercarne le reali cause.
Le malattie autoimmuni sono spesso solo «scalini successivi»: conseguenze di un sovraccarico originario a cui sono seguiti tentativi ripetuti — e disfunzionali — di soppressione sintomatica, fino a generare un grave squilibrio immunitario.
Studiare le malattie autoimmuni secondo questo paradigma può offrire cura e guarigione a molti, evitando la dipendenza e gli effetti collaterali di farmaci di cui potrebbero non avere alcun bisogno.
📖 Articolo originale pubblicato su
L'altra Medicina — Numero 159
Questo contenuto è un'elaborazione dell'articolo di Luca Speciani, pubblicato nello Speciale Allergie de L'altra Medicina n. 159. L'articolo completo, con tutti gli approfondimenti, è disponibile sulla rivista.
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