Mille giorni per formare il gusto della vita

“Il gusto dai mille colori” è un progetto innovativo che propone un viaggio scientifico, multidisciplinare, emotivo e gastronomico nel mondo dello svezzamento.

 

I primi mille giorni di vita sono quelli che formano il mondo esperienziale ed emotivo di un bambino. Ma non solo. Anche il suo corpo e le difese che aiuteranno a proteggerlo nel corso della vita. In questo arco temporale rientra il passaggio importante dall’alimentazione esclusiva a base di latte all’assunzione di cibo solido e liquido. Il periodo dello svezzamento è quindi un momento epocale di rinascita, la costruzione di una colonna su cui poggerà una vita intera. Viene tagliato un secondo cordone ombelicale e il bambino si affaccia a un nuovo mondo, cominciando a costruirsi un gusto tutto suo in senso ampio: una nuova relazione con il cibo, che è vita, e con gli altri, allargando il suo universo emotivo e scoprendo nuove sensazioni. Sembra ovvio, ma non lo è, perché la medicina istituzionale talvolta sottovaluta alcuni aspetti fondamentali di questo periodo pregnante nella vita dei bambini e di chi si occupa di loro. Non, però, L’altra medicina ed è per questo che è stata in prima fila alla presentazione del progetto Il gusto dai mille colori voluto fortemente da Luigina Baistrocchi Allodi che da sempre, nella sua professione di ostetrica, ha avuto una visione illuminata nell’assistenza di mamme e bambini.
Il progetto è semplice nella sua struttura, ma rivoluzionario nel suo obiettivo di creare un collegamento tra le scienze umane che si occupano della salute e l’arte del cucinare per comprendere l’importanza di questo passaggio, lo svezzamento appunto, che si determina in una fase delicata della vita ma che poi, come un albero, metterà rami e foglie anche in quelle successive. Un’alimentazione corretta, varia, bilanciata, fatta di ingredienti sani e naturali, che tiene conto dell’importanza del cibo nella costruzione di un benessere fisico e relazionale è l’idea fondante; capire e imparare come e con che cosa prepararlo, presentarlo e proporlo è il passaggio successivo.

La sede dell’incontro per la presentazione del progetto non poteva che essere un luogo in cui cibo e cultura ne hanno disegnato la personalità. La sala civica di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, ha accolto un nutrito pubblico interessato ad approfondire gli aspetti dell’iniziativa. La lungimiranza della sindaca Camilla Verona ha permesso di salutare questa nuova idea nella maniera più entusiasmante. Perché Guastalla non è solo un Comune vitale nel cuore della food valley, ma è anche una cittadina situata in uno dei territori più conosciuti per le sue bellezze e per la sua tradizione di ospitalità, e polmone di cultura a 360 gradi.

Luigina Baistrocchi Allodi ha costruito questo viaggio sostenuta dall’Odv Volontari di Lodesana, in prima linea nella realizzazione di progetti orientati al miglioramento della qualità della vita personale e sociale, con una particolare attenzione alle nuove generazioni e alle loro famiglie, e dalla delegazione della Confraternita del risotto di Salsomaggiore. Un nome allegro per questo sodalizio, che non deve però distrarre da quella che è la sua mission: sollecitare l’attenzione su tutti gli aspetti multidisciplinari che riguardano l’alimentazione e la convivialità. Tanto è vero che al suo interno vi sono autorevoli rappresentanti del mondo scientifico che, considerando anche recenti scoperte scientifiche quali i neuroni specchio e la neurogastrofisica, intendono mettere a disposizione le loro conoscenze per creare occasioni di confronto e di incontro.

Il progetto si declinerà nell’arco di un anno circa. La prima parte prevede una serie di incontri mensili, al fine di formare genitori o chiunque sia coinvolto nella cura quotidiana del bambino e del suo benessere. La rosa dei relatori comprende tre pediatri di famiglia, le dottoresse Anna Maria Davoli ed Elena Ferrari, il dottor Costantino Panza e il neurologo Davide Uccellini, che offriranno le linee guida per avviare il bambino nel suo passaggio all’alimentazione complementare. Dai sei mesi ai due, tre anni si forma il gusto alla vita: il nutrimento è anche uno stimolo sensoriale potente che coinvolge non solo il gusto, ma anche tatto, udito e vista, e una corretta alimentazione è sì fondamentale per ridurre nel corso degli anni una serie di fattori di rischio per la salute, ma anche per fornire al bambino una serie di stimoli positivi legati all’assunzione di cibo. Perché l’influenza dell’ambiente, ricordiamolo, è forte tanto quanto, se non di più, della genetica. I genitori in primis si trovano quindi a dover guidare il proprio figlio nel momento della modificazione del gusto e di tutto ciò che è legato a questa esperienza, eventuali neofobie comprese: responsabilità enorme perché non è il bambino che può scegliere per sé, ma le scelte di altri lo potrebbero orientare verso percorsi diversi. Una strada sbagliata è evidente che in qualche modo porterà a delle conseguenze che possono manifestarsi anche molti anni dopo.

Nel corso degli incontri poi, la psicologa clinica Rossella Semplici stimolerà la comprensione del fatto che il cibo non possa essere considerato unicamente come elemento di sopravvivenza fisica: è alimento, amore, cultura e sviluppo, concetto che riprenderà anche la psicopedagogista dottoressa Roberta Callegari, in particolare per quanto riguarda la famiglia e l’organizzazione del momento dei pasti, introducendo al concetto di mindfuleating, ossia la capacità di portare piena attenzione e consapevolezza alla propria esperienza alimentare per entrare nella sfera del gusto, della percezione e propriocezione di quei nuovi sensi di cui parlano le neuroscienze. Comunque resta sempre fondamentale la definizione di qualità e quantità degli alimenti da proporre nelle diverse fasi dello svezzamento e la nutrizionista Luigia Favalli si occuperà di spiegare come introdurre di volta in volta diverse tipologie di cibo in relazione al loro valore nutrizionale. E a facilitare la comprensione di ricette in linea con questa idea ci penseranno il gastronomo dottor Marco Furmenti, docente di Alma, la scuola internazionale di cucina di Colorno (Parma), e il professor Alberto Salarelli che si addentrerà nella tematica del cibo come fenomeno culturale.

Tanti gli stakeholder presenti in sala durante la conferenza stampa. Coinvolti a vario titolo nel percorso formativo proposto, hanno preso la parola anche Francesco Jannuzzi, gran maestro della Confraternita enogastronomica dei 12 apostoli, gemellata con la Confraternita del risotto, lo chef Sergio Ferrarini, la giornalista Simona Vitali della rivista Sala e Cucina, la dottoressa Federica Cerro di Pilogen Carezza, all’avanguardia nello studio di formule per cosmetici naturali dedicati anche alla cura del bambino, fino ad Alessandro Masetti di Emilbanca che sostiene il progetto.
Questo è solo un assaggio del programma degli incontri, che prevedono anche una partecipazione attiva del pubblico grazie alla moderazione dei rappresentati della Confraternita del risotto che saranno pronti a stimolare una discussione costruttiva.

La seconda parte del progetto vedrà invece i partecipanti coinvolti in un vero e proprio laboratorio del gusto. Lo chef Stefano Marinucci metterà in pratica, dietro ai fornelli, quanto illustrato durante gli incontri; realizzerà alcune preparazioni spiegando e mostrando come prepararle a casa propria con semplici attrezzature domestiche. La degustazione che seguirà darà corpo al percorso svolto nell’arco di mesi dai partecipanti. Ricordiamo che il progetto è rivolto alle coppie di genitori, familiari e caregiver coinvolti nella vita del bambino e, su richiesta della sindaca Camilla Verona, anche agli educatori degli asili nido e delle scuole di prima infanzia di Guastalla e dei Comuni dell’Unione Bassa reggiana. Durante i laboratori ospitati a Reggio Emilia, negli spazi dello Smeg Store, verranno così individuati gli alimenti utilizzati per le ricette da proporre ai bimbi (e non solo) e potranno essere raccolte le impressioni sensoriali rispetto alle proprie abitudini alimentari. Un ulteriore incontro, inoltre, sarà invece previsto a Colorno presso la scuola Alma, dove il dottor Mario Marini, presidente dei Musei del cibo di Parma e docente di Alma, eseguirà una dimostrazione di cucina baby gourmet.

Un bel viaggio quindi che, una volta vissuto, verrà raccontato in un volume curato dalla giornalista e scrittrice Luisa Bove, che raccoglierà i diversi contributi dei relatori, oltre a consigli di cucina per realizzare le ricette più adatte a mettere in pratica il concetto e il senso di un corretto svezzamento, inteso come una vera e propria svolta evolutiva-culturale che deve accompagnare la scoperta del mondo del cibo da parte del bambino e di chi ne segue la crescita.

Il gusto dai mille colori. Antichi sapori alla corte dei Gonzaga

L’ospitalità di Guastalla e il sostegno dell’amministrazione comunale al progetto, con la sindaca Camilla Verona in testa, si sono concretizzati al termine della conferenza stampa di presentazione del percorso proposto da Il gusto dai mille colori in occasione di un pranzo che è stato sicuramente qualcosa di più che un evento enogastronomico: un vero e proprio convivio, in cui hanno preso corpo i valori rappresentati dal cibo come fenomeno storico, culturale e sociale del territorio. Le ricette proposte dal giovanissimo Tommaso Gherardi, futura promessa della cucina, per ora studente al quinto anno dell’Istituto alberghiero di Salsomaggiore Terme, già vincitore del concorso Il risotto di Salsomaggiore, hanno infatti celebrato il casato dei Gonzaga, così come la scelta delle materie prime utilizzate per le preparazioni ha chiaramente individuato anima e corpo di questo pezzo d’Italia. Accompagnato dalle note cangianti di un vino d’eccellenza quale è il Malvasia di Candia aromatica, declinato nelle sue intime sfumature da alcune delle cantine di eccellenza del Consorzio dei vini Doc dei Colli Piacentini, il pranzo si è concluso con un dolce preparato dagli chef Stefano Marinucci e Giuliano Curati secondo la ricetta rinascimentale, ereditata dal maestro pasticcere Fulvio Scolari, con cui Cecilia Gallerani volle ringraziare Leonardo da Vinci per il dipinto “La dama con l’ermellino”.

Testo di Viviana Bertocchi