Interessante riflessione di Mariolina Congedo del Comitato NoGrazie, che vi proponiamo. La pandemia è comunemente vissuta come un male imprevisto e dal decorso imprevedibile. Alla sua aleatorietà si contrappongono le misure di distanziamento sociale, l’uso della mascherina, il lavaggio frequente delle mani e in prospettiva la profilassi col vaccino. Vi sono altri ambiti a cui porre attenzione da parte di tutti? In un editoriale pubblicato il 10 luglio 2020, Maryanne Demasi, giornalista scientifica australiana, propone una dieta a basso tenore di carboidrati per favorire l’immunità e ridurre le risposte infiammatorie, sulla base di alcuni dati epidemiologici:

  •  fra gli ammalati di Covid-19, le due condizioni patologiche pre-esistenti più comuni sono le malattie cardiovascolari (32%) e il diabete (30%);
  •  due terzi degli ammalati gravi di Covid-19 nel Regno Unito erano sovrappeso o obesi, e il 99% dei decessi in Italia ha riguardato pazienti con preesistenti malattie fra cui ipertensione, diabete e cardiopatia;
  •  i pazienti con miglior controllo glicemico sono quelli che hanno avuto un decorso migliore.

I nessi che vengono stabiliti nell’articolo riguardano il ruolo dell’insulino-resistenza rispetto all’immunità e il ruolo dell’alterata regolazione glicemica nel favorire l’infiammazione e le malattie respiratorie. Se è scontato consigliare una dieta povera di carboidrati ai diabetici, è molto meno scontato favorire una riduzione dell’assunzione di zuccheri semplici nella popolazione in generale. L’attenzione alla dieta come un ulteriore fattore per fronteggiare la pandemia è un elemento che può favorire l’empowerment della popolazione e presentare vantaggi noti che vanno oltre l’immediato. Ma l’editoriale, che ha sicuramente il pregio di offrire un ulteriore ambito di prevenzione in un contesto poli-fattoriale che merita approfondimento, lascia almeno due dubbi. Il primo riguarda la possibilità di attribuire alla generalità della popolazione il ruolo che il controllo della glicemia ha avuto nei diabetici rispetto al decorso di Covid-19. Ovvero, un diabetico ben controllato può avere un decorso meno grave per ragioni differenti dal ruolo diretto dell’iperglicemia sull’immunità. Il secondo riguarda la critica alla piramide alimentare in cui i carboidrati sono collocati alla base, mettendo insieme dieta scorretta di soggetti con sindrome metabolica, scelte dietetiche inappropriate di soggetti sani, offerta commerciale di cibi molto raffinati e con aggiunta di zuccheri semplici.