Esistono ancora molti tabù legati alla sfera sessuale e spesso la carenza di informazione ed educazione sull’argomento, incoraggia la diffusione di miti e notizie false. È quanto accade soprattutto quando si parla di orgasmo e raggiungimento del piacere da parte delle donne, tematica sulla quale la disinformazione risulta essere più diffusa. Tra i falsi miti più comuni legati, per esempio, all’orgasmo femminile, è possibile citare l’idea secondo cui la masturbazione ricorrente possa compromettere la capacità di avere più orgasmi in futuro; oppure che l’orgasmo femminile sia raggiungibile solo attraverso la penetrazione.

In occasione della Giornata Internazionale dell’Orgasmo Femminile, che si celebra in tutto il mondo l’8 agosto, gli esperti di TherapyChat (https://therapychat.com/it/) piattaforma di psicologia online, hanno approfondito una serie di aspetti legati proprio all’orgasmo e alla difficoltà per molte donne di raggiungerlo nel corso delle loro esperienze sessuali.

“È bene però ricordare che il raggiungimento dell’orgasmo non dovrebbe essere l’obiettivo primario del sesso: è fondamentale, per prima cosa, essere in grado di godere di un atto piacevole e consensuale tra due persone, senza sentirsi schiacciati dal desiderio di voler raggiungere l’apice a tutti i costi” – spiegano gli esperti del team di contenuti di TherapyChat guidato da Maria Mavji, psicologa e Head of Operations.“In tal senso, oggi viene in nostro aiuto anche la sempre più crescente sex positivity che pone al centro alcuni aspetti imprescindibili legati al sesso e al benessere sessuale quali ad esempio conoscenza, consenso, apertura e attenzione.”

I blocchi più comuni al raggiungimento dell’orgasmo

Si chiama “il divario del piacere (o dell’orgasmo)” ed è il termine coniato per il fenomeno che vede le donne riscontrare una maggiore difficoltà nel raggiungimento del climax, rispetto agli uomini. Del resto, lo aveva già evidenziato la filosofa e biologa Elisabeth Lloyd nel suo libro “The Case of the Female Orgasm” del 2006, basato su un’analisi completa di 33 studi condotti nell’arco di 80 anni che avevano indicato come solo il 25% delle donne aveva orgasmi costanti. Non riuscire ad avere un orgasmo, non significa necessariamente che l’interazione sessuale tra due partner sia stata carente (anche se è una possibilità), poiché questa “anorgasmia” può essere dovuta a diverse circostanze. Nelle donne, le più comuni sono:

  • L’ansia sessuale, nota anche come “ansia da prestazione”, che porta a preoccuparsi dell’atto in sé e impedisce di goderne a pieno.
  • Una scarsa educazione sessuale, che non insegna come dare e ricevere piacere.
  • Una scarsa conoscenza di sé e esplorazione minima, che impedisce di definire ciò che è appagante per ciascuno di noi.
  • Scarsa comunicazione con il partner, non essere espliciti e onesti su preferenze e desideri sessuali.
  • Inibizione sessuale, che aumenta l’ansia e impedisce di lasciarsi andare. 

Perché l’orgasmo sembra essere più difficile da raggiungere per le donne?

La difficoltà nel raggiungere l’orgasmo è riconducibile a più fattori, come determinate circostanze sociali, culturali, psicologiche, fisiologiche ed educative. In particolare, per le donne, questi elementi possono interferire con il concetto di sé, alimentando negativamente l’insoddisfazione nei confronti del proprio corpo. Questo ha un effetto domino sulla nostra fisiologia. Se la nostra mente non è in sintonia con il nostro corpo, si verifica una dissonanza (ansia) che non ci permette di godere dell’atto sessuale. Ci si blocca e si possono anche avvertire sintomi come tachicardia, dolori addominali e tensione cervicale. Quest’ultima, nelle donne, può provocare dolore durante la penetrazione, aumentando così la sensazione di ansia e così via. Inoltre, una scarsa educazione sessuale alimenta questo circolo vizioso.

Educazione sessuale e conoscenza di sé: quanto sono importanti?

L’autoconoscenza, l’esplorazione la comunicazione efficace su questi temi sono la chiave per sradicare il tabù del sesso, favorendo l’emancipazione e il recupero del controllo del proprio corpo. La pratica della masturbazione è direttamente proporzionale al benessere psicologico, emotivo e fisico. Quando raggiungiamo l’orgasmo, rilasciamo neuro-ormoni come la dopamina, la serotonina, l’ossitocina e l’endorfina, che sono stati descritti come il cocktail chimico della felicità (Valverde, 2022). Queste sostanze chimiche sono presenti in situazioni di elevato piacere e hanno un effetto analgesico e persino euforico. Quindi, la masturbazione aiuta anche il nostro benessere fisico, in quanto migliora la capacità di addormentarsi e di mantenere il sonno. Avremo più energia e il nostro umore migliorerà.

Si dice che la masturbazione regolare migliori il sistema immunitario, riduca lo stress e aumenti il benessere sessuale. In particolare, gli esperti di TherapyChat consigliano una serie di attività utili al miglioramento del proprio benessere sessuale, sia in solitaria che in coppia:

  • Esplorazione di sé: è l’abitudine più efficace, perché porta alla conoscenza di sé. È importante avere una mentalità aperta, provare cose nuove e diverse, sfruttare tutti i sensi e mettere da parte vergogna e imbarazzo. Creare un rituale personalizzato, in base alle proprie preferenze, può essere molto utile.
  • Comunicazione efficace: proprio come l’esplorazione, la comunicazione con partner e coetanei incoraggerà uno scambio di idee da mettere alla prova e fornirà conforto quando se ne sente il bisogno. Nessuno nasce esperto, ma tutti possono imparare sperimentando.
  • La salute prima di tutto: mantenere abitudini sane, come fare esercizio fisico regolare, dare priorità al riposo e mangiare bene, migliorerà il benessere sessuale e renderà l’esperienza sessuale più piacevole e stimolante.
  • Carpe diem: ultimo ma non meno importante, vivere il momento e lasciarsi andare. È importante ricordare che siamo tutti diversi e che, finché c’è consenso e una buona comunicazione, non c’è un modo sbagliato di fare e di godere del sesso.