Cosa unisce l’adrenalina di una corsa nei boschi con la meditazione zen? E perché la scoperta di lati oscuri di noi stessi può aprirci orizzonti che fino a ieri ci erano preclusi? Lasciamoci andare alla lettura di questo originalissimo volume, la cui prima fortunata edizione risale al 2001 e che è stata oggi riedita da Tecniche Nuove per renderla finalmente disponibile in tutte le librerie, completamente rinnovata con nuovi racconti zen, nuovi aneddoti e nuove riflessioni sviluppate dall’autore in questi turbolenti vent’anni, che tuttavia nulla tolgono alla genuinità delle pagine che tanto successo hanno avuto in passato. Ne usciremo forse, se non diversi, almeno un po’ turbati e migliorati. Un semplice manuale, nato con lo scopo di unire le emozioni della corsa e del movimento in genere a quel “perdersi consapevole” tipico delle filosofie orientali e del buddhismo zen in particolare, di cui Luca Speciani è studioso e cultore. Nel 2001 parlare di “corsa zen” sembrava un’ipotesi visionaria e fantasiosa. Chi correva erano solo (o prevalentemente) agonisti con il cronometro in mano e pensare la corsa come una meditazione in movimento poteva sembrare una bestemmia. Oggi, che chi corre lo fa soprattutto per il proprio benessere e per la propria salute, si può dire che una parte di questa nuova consapevolezza sia nata da quelle pagine, scritte con visione e coraggio più di vent’anni fa. Se poi, nel percorso, ci capitasse di perderci, può essere una buona base per poi, su un livello più profondo, riuscire a ritrovarci.

LO ZEN E L’ARTE DELLA CORSA
Luca Speciani
Tecniche Nuove 2021, 310 pagine, 19,90 euro