Ogni persona ha il suo modo di fare i conti con la vita. E non di rado questo momento avviene intorno ai cinquant’anni quando, assolti i principali compiti assegnati dall’esistenza, l’inarrestabile scorrere del tempo cambia il modo di vedere se stessi e tutto ciò che accade.  Quanti sarebbero in grado di riconoscersi guardando indietro? E osservandosi allo specchio? Si dice che con gli anni cambino le priorità, che le ferite dovrebbero insegnare a proteggersi dai rischi e ricercare una rassicurante tranquillità. Ma è davvero così? Oppure è possibile riscrivere le regole del gioco e attingere a quell’energia interiore che ancora – e forse adesso più che mai – desidera onorare ogni minuto di quest’esistenza che scorre via veloce?
Gemma trascorre la vita sballottata tra una madre caparbia, silenziosa e razionale e un padre imperativo, impulsivo e passionale. La sua storia si snoda così, accontentando ora un istinto coraggioso e anticonformista, ora una testa disciplinata e rigorosa. Quando poi, compiuto il grosso del cammino, si ritrova da sola, con due figli adolescenti, un bel po’ di ferite e più nessuno a limitare il suo mondo emotivo, in lei affiora un sentire più indomito, autentico e ancora dannatamente vivo. Tra nuove consapevolezze e un pizzico di ironia si alternano lavoro, figli e amori in una storia di eros, thanatos e spiritualità dove affidarsi al destino, incentivandolo anche un po’, è la chiave per danzare con la vita. A qualunque età.

 

DI PANCIA E DI TESTA
Daniela Iurilli
Scatole Parlanti, 2021, 15 euro