La stimolazione dei punti dell’agopuntura riduce in modo consistente la pressione arteriosa negli ipertesi. Ricerca della University of California, Irvine.
 
L’indagine è stata condotta su 65 pazienti con ipertensione lieve-moderata. Sono tantissimi, anche in Italia. I ricercatori hanno diviso i pazienti in due gruppi: al primo gruppo è stata praticata l’agopuntura secondo i dettami della medicina tradizionale cinese (con una stimolazione elettrica: si fa anche in Italia), al secondo gruppo è stata fatta una finta agopuntura. Qual è la differenza? Nel primo gruppo sono stati stimolati punti ben precisi, suggeriti dalla pratica degli agopuntori e dalla tradizione, mentre nel secondo gruppo sono stati stimolati punti a caso (punti sham). Questo, per neutralizzare l’effetto placebo.
 
Risultato: dopo 8 settimane (solo una seduta a settimana) le persone che hanno ricevuto la vera stimolazione degli acupunti hanno avuto un miglioramento: di circa 6-7 mmHg della sistolica, e 4 mmHg della diastolica. Invece, in quelli che erano stati sottoposti alla ‘finta’ agopuntura non si è visto alcun miglioramento. Non solo, ma l’effetto antipertensivo è continuato per un mese e mezzo dopo la fine delle stimolazioni. E si sono riscontrati importanti aggiustamenti del profilo ormonale coinvolto nella regolazione della pressione arteriosa: meno noradrenalina in circolo, con effetti eloquenti anche su renina e aldosterone.
 
Secondo i ricercatori americani, questa tecnica può essere utile soprattutto nei pazienti over-60 con ipertensione sistolica (la ‘massima’). «Può ridurre il rischio di ictus, di arteriopatia periferica, scompenso cardiaco e infarto miocardico», dice uno degli autori, il cardiologo John Longhurst.  
 
Quali punti si sono rivelati efficaci?
 
I punti sono stati scelti tenendo conto dei meridiani e della corrispondente circolazione energetica. Si tratta di punti ben conosciuti dagli specialisti: sopra la piega del polso, sotto il ginocchio o, in alternativa, altri punti sulla caviglia o sul polso.
 
Allo studio hanno collaborato lo Shanghai’s East Hospital, il Sivarama Vinjamury of the Southern California University of Health Sciences in Whittier, con il contributo dei National Institutes of Health.
 
Potete leggere in full-text il testo integrale dell’indagine, pubblicato sulla rivista Medical Acupuncture.
 
Peng Li, Stephanie C. Tjen-A-Looi, Ling Cheng, Dongmei Liu, Jeannette Painovich, Sivarama Vinjamury, John C. Longhurst. Long-Lasting Reduction of Blood Pressure by Electroacupuncture in Patients with Hypertension: Randomized Controlled Trial.
Medical Acupuncture, 2015; 27 (4): 253
 
http://online.liebertpub.com/doi/10.1089/acu.2015.1106