Se ne parla da molto tempo: i residui dei pesticidi in frutta e verdura sono dannose per la salute? Secondo un grande studio francese, riportato dai media – come Le Monde e New York Times – sembra che stavolta ci sia una prova vera. Meglio bio perché riduce il rischio di ammalarsi di cancro.

Meno tumori mangiando bio

Studio pubblicato su JAMA Internal Medicine, il 22 ottobre. Firmato dall’INRA, un istituto francese che si occupa di ricerca agronomica. Hanno visto che chi consuma i prodotti dell’agricoltura bio si ammala meno di cancro rispetto a chi sceglie i vegetali prodotti attraverso l’agricoltura convenzionale, piuttosto portata a usare pesticidi. Meno 25% di casi di tumore, una percentuale enorme, che non si può ignorare.

Piccole dosi di pesticidi tutti i giorni

Per spiegare questi risultati, l’ipotesi che siano dovuti alla presenza di residui di pesticidi sintetici nell’agricoltura convenzionale è quella più probabile, dicono gli Autori. Altri studi recenti sembrano andare nella stessa direzione: l’esposizione a piccole dosi di pesticidi, prese tutti i giorni, può aprire la strada a gravi problemi di salute, come il cancro. Questa volta però lo dice l’INRA e JAMA e non si può dismettere come una fantasia dei soliti partigiani del bio.

Responso dalla rete NutriNet

Dietro c’è la coorte francese NutriNet che ha seguito per molti anni circa 70 mila persone, adulte, guardando alle loro scelte alimentari. Persone seguite dal 2009 al 2016: quelle che consumavano regolarmente il bio si sono ammalate meno di cancro. Meno 25 %. La traccia è capire se piccole dosi di pesticidi presenti su frutta e verdura, presi tutti i giorni per lungo tempo, possono causare la malattia.

Molto resta da capire e provare

L’altra ipotesi è che i cibi bio siano più ricchi di polifenoli o altri composti attivi sul nostro corpo, rispetto all’agricoltura chimica. Servono più ricerche per capire meglio ma questa funziona come un sasso lanciato nello stagno. Ne sentiremo parlare per molto tempo.

Baudry J, Kesse-Guyot E et al. JAMA Internal Medicine, 22 ottobre 2018