Tra una dormita e un appostamento, il nostro micio ama soffermarsi e masticare qualche erbetta. I suoi gusti sono ben definiti, presenti nella memoria biologica dei felini.

Ma quali sono esattamente le “erbe gattaie”?

Nepeta cataria

Il gatto è irresistibilmente attratto da quest’erba, il cui utilizzo è sconsigliato a noi umani (epatotossica). Nepeta cataria contiene una sostanza, il nepelattone, simile ai ferormoni felini. La reazione del gatto è simile all’ebbrezza, con comportamenti di natura sessuale. Insomma è un afrodisiaco. Tossicodipendenza? È escluso. Si trova in commercio per i mici di città oppure si può coltivare in casa. Va anche detto che molti mici moderni stanno perdendo questa predilezione ancestrale.

Teucrium marum (maro)

L’effetto è simile alla Nepeta: è un eccitante ma più blando. Nel mondo anglosassone la chiamano il “timo del gatto”. Per gatti pigri e indolenti.

Valeriana officinalis

Mentre sugli uomini la Valeriana ha un effetto rilassante, per il micio è uno stimolante. In particolare, le radici.

Dactylis glomerata (erba mazzolina o pannocchina)

Piace anche ai cani. Non sembra avere effetti psicoattivi. L’erba viene scelta dal gatto per regolarizzare l’intestino. Sarebbe una buona idea tenerne un vaso sul balcone. In maniera analoga, come autocura dopo un lauto pasto, vedrete che il felino predilige anche altre graminacee.

Matricaria chamomilla (camomilla)

Non disdegnano la camomilla, in particolare i fiori. Sul gatto, come su di noi, ha un effetto calmante e anti-stress. Per gatti ansiosi.



Naturalmente, poi, diverse altre erbe sono indicate per il trattamento dei disturbi dei felini: di solito si miscelano in un alimento appetibile. Ma si tratta di interventi che richiedono il consulto di un veterinario esperto in fitoterapia.