Il nome botanico di questa pianta è curioso: Angelica archangelica. Come mai? Vediamo in breve gli usi in fitoterapia, in spagiria e nella preparazione di famosi "elixir".



Si chiama così perché nell’Europa del nord, dove la pianta è molto diffusa, si portava in processione un rametto fiorito per celebrare il ritorno del Sole. Con la cristianizzazione questo rito popolare è stato assorbito nel giorno festivo di San Michele arcangelo, che cade l’8 maggio. Non a caso, perché da sempre è ritenuta pianta solare, e in quanto tale, come san Michele, protegge contro influenze nefaste e opere malefiche e oscure. Al nord, si coltivava nei dintorni dei luoghi di culto cristiani.



Ma vediamo cosa dice la fitoterapia moderna. Il principale impiego è contro i disturbi digestivi: si usa la tintura di Angelica, 40 gocce in una tazza. E’ efficace ma è prudente usarla per brevi periodi. La pianta, vicina all’astro solare, rende predisposti ad assorbire la luce del sole: in alcuni casi troppo, e infatti può dare origine a fenomeni di fotosensibilizzazione. Cioè a dermatiti, arrossamenti cutanei: se ci esponiamo al sole, prestiamo attenzione.



Tradizionalmente è anche usata come anti-depressivo. Porta luce, e la luce è curativa per la depressione (infatti per l’umore depresso si usa anche la fototerapia).



Per la spagiria, la "pianta della luce" apporta vitalità e amore. Non è forse vero che quando siamo prostrati si affievolisce anche la nostra capacità di dare e ricevere amore?



Anche per la conoscenza spagirica Angelica è un rimedio contro le dispepsie, le difficoltà digestive. Ma è utile anche per gli stati di sovraffaticamento, nervosismo e debolezza. Abbiamo perso il centro, ci mancano le forze, ci rifiutiamo di fare i conti col mondo esterno: Angelica può supportare. E anche quando, purtroppo (ma capita a tutti), siamo talmente provati nel profondo che non vogliamo avere a che fare con nessuno.

Usiamo l’olio essenziale per massaggi e inalazioni. O assumiamo in poca acqua 2-4 gocce di preparazione spagirica per 2-3 volte al giorno.



Si ritiene anche che l’olio aromatico renda più ricettivi nei confronti dei messaggi sottili che scendono dall’alto.



Infine gli elixir di Angelica. Elixir è una parola araba che in origine si riferiva a un medicamento, spesso ottenuto disciogliendo parti di piante in alcol (altra parola araba). Tutto questo è rimasto nella composizione di alcuni liquori, spesso preparati nelle manifatture di alcuni monasteri.



Per quanto riguarda l’Angelica è uno degli ingredienti fondamentali del Liquore della Certosa, o "Chartreuse", dei monaci benedettini. Si consiglia, anche in questo caso, come digestivo e contro il meteorismo.

Insieme a Melissa, entra nella preparazione della "Acqua sedativa di Melissa dei Carmelitani": consigliato tradizionalmente per le persone che sentono declinare l’energia.

E’ noto anche che, nel Cinquecento, l’Angelica entrò nella costituzione di diversi elixir, come l’elixir vitae del Mattioli, uno dei medici più importanti di quel periodo. 



Precauzioni: no in gravidanza e in terapia con warfarin.