Migliaia di like, commenti e condivisioni: FaceApp® è l’applicazione del momento. Basata sull’intelligenza artificiale e reti neurali, stravolge la fisionomia del nostro volto: con un semplice touch possiamo invecchiare o ringiovanire di decenni.

Sembra pura magia, ma FaceApp® riprende un algoritmo che mette in pratica le stesse valutazioni applicate dalla medicina estetica per contrastare l’anti-aging, nelle tipiche zone di invecchiamento del volto: zigomi, guance, angolo mandibolare e contorno occhi.

“I filtri che usano l’intelligenza artificiale per analizzare l’immagine e apportare delle modifiche al viso non rispecchieranno sicuramente il vero sorriso e nemmeno l’evoluzione dell’invecchiamento come quello proposto da FaceApp®. Ma il risultato sembra realistico perché prende in considerazione le stesse aree anatomiche che anche noi medici valutiamo per rispondere alle esigenze dei nostri pazienti” spiega il Prof. Alberto Massirone – Presidente della Società Scientifica Italiana di Medicina a Indirizzo Estetico Agorà. “Vedersi più giovani o più vecchi può essere divertente ma bisogna sempre tenere a mente che non è un’immagine reale e corretta ma frutto di una distorsione e accentuazione dei nostri dismorfismi. Intervenire per migliorarsi si può ma con le giuste metriche valutando e ponderando le richieste e i desiderata dei pazienti.”

Invecchiare e ringiovanire con FaceApp®

L’algoritmo dell’applicazione gioca sulle modificazioni classiche: con il tempo alcuni compatimenti adiposi si atrofizzano, come gli zigomi, mentre altri ne incrementano o perdono di volume come le labbra. Cambia la skin quality incrementando le rugosità e modificando il colore e la texture; modifica la punta nasale ingrandendola oppure se già cadente accentuandola ancora di più; le palpebre superiori si appesantiscono mentre le inferiori sono spesso oggetto di lassità cutanea così come gli angoli mandibolari che perdono la loro caratteristica tipica dell’età giovanile.

Con FaceApp® possiamo fare un salto nel futuro, ma anche nel passato con il filtro di ringiovanimento che applica gli stessi concetti al contrario. L’immaginario è appunto fittizio e lontano dal lavoro del Medico Estetico che, a differenza di quello che non può fare un algoritmo, valuta lo studio di un volto, la sua possibile evoluzione e i relativi trattamenti per rinfrescarlo nel pieno rispetto dell’armonia, delle giuste proporzioni e volumi al fine di raggiungere un risultato naturale e rispondente alla realtà.