Come emerge da diversi studi e dall’esperienza quotidiana di molti terapeuti, la pancia è un grande disagio nell’universo femminile. Le donne la vedono come un’imperfezione del corpo difficile da tollerare, tanto da diventare un cruccio estetico così insopportabile che porta a comportamenti estremi di natura opposta. Da una parte c’è chi cerca di ignorarla nascondendola sotto maglie e abiti “a campana”, mutande contenitive a vita alta o corsetti strizzanti dal dubbio risultato estetico; dall’altra c’è chi si ammazza di addominali, tisane antigonfiore, lassativi e improbabili quanto dannose diete mima-digiuno o detox che svuotando quanto più possibile l’intestino dal cibo e dal materiale fecale inducono una temporanea sensazione di minor rotondità del ventre.

La pancia racconta

È proprio nella pancia che è collocato il nostro sensibilissimo radar di relazione con il mondo. L’hara, termine giapponese che indica la zona del basso ventre, è riconosciuto come il baricentro fisico-emozionale, il centro della forza interiore e, in condizione armonica, del retto agire. Ed è sempre lì nell’hara che si esprime l’onda ritmica della vita, ovvero quell’incessante movimento di tensione e rilassamento, di inspirazione ed espirazione, di assorbimento ed eliminazione. Non a caso la pancia è il simbolo universale del centro istintuale, delle nostre emozioni più viscerali, della forza femminile, della fertilità e della morbidezza, della sensualità e dell’accoglienza in senso lato.

Cosa protegge la pancia

Anche le scienze biomediche hanno restituito piena dignità a questa zona del corpo prima relegata, almeno nella cultura occidentale, al ruolo di semplice betoniera di trasformazione e scarico del cibo. Negli ultimi decenni  hanno realizzato che proprio negli organi contenuti in questa preziosa e morbida cavità si decide il destino della nostra vita. Si è capito che l’intestino, che della pancia prende lo spazio maggiore, lavora in modo integrato con il cervello ma anche in maniera indipendente: oltre a prendere ordini dall’alto, impartisce le prime segnalazioni chimico-fisico-emozionali che innescano la corale risposta sistemica di tutti gli altri organi del corpo, cervello incluso.

Sempre nella pancia risiede quello che è oggi è diventato l’organo metabolico più incredibile del nostro corpo e solo fino a poco tempo fa sostanzialmente sconosciuto: il microbiota intestinale, praticamente un organo nell’organo. E ciò che oggi si comincia a capire con sempre maggiore dovizia di particolari è che sono proprio i batteri intestinali, queste numerosissime popolazioni di microrganismi che trovano habitat congeniali nella nostra pancia, a mantenere il contatto bidirezionale lungo tutto l’asse intestino-cervello.

La pancia, la sua forma, il suo linguaggio

Mentre la scienza esplora in modo più specifico l’interno di questa buia cavità, a noi spetta il compito di osservarla dall’esterno, toccarla, sentirla e gentilmente interrogarla. A seconda delle varie forme, dimensioni, dolori e gonfiori, la pancia è una spia importante del nostro stato di salute psicofisico. È dunque importante prendersene cura senza odiarla, nasconderla o tormentarla, ma dandole quell’attenzione che si merita. Un’alimentazione consapevole, una respirazione attenta, un movimento regolare e una buona gestione dello stress possono aiutarci a mantenere una pancia morbida, trattabile e rilassata.

Tratto da un articolo della naturopata Daniela Iurilli sul numero 97 de L’Altra Medicina (luglio 2020), acquistabile online e in edicola.