Un succo di arance ogni giorno può mantenere il cervello in attività, scongiurando il rischio di incorrere in deficit cognitivi in tarda età. Non si può parlare per ora di un effetto causale ma, di fatto, chi consuma quotidianamente la spremuta sembra avere un rischio ridotto di un primo deficit cognitivo (-47%) rispetto a chi si limita a prenderne un bicchiere al mese.

Sotto controllo per vent’anni

Il dato emerge da uno studio della Harvard TH Chan School of Public Health di Boston ed è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Neurology, organo dell’Accademia americana di Neurologia. Per arrivare a questa conclusione sono stati seguiti per vent’anni circa 28 mila uomini a partire dai cinquant’anni d’età (solo uomini in questo caso). I ricercatori hanno registrato le abitudini alimentari del campione: quante porzioni di frutta e verdura? E che tipo di frutta? Quale verdura?

Arance ma anche verdure, meno deficit cognitivo

Infine, i partecipanti si sono sottoposti a test soggettivi disegnati per misurare le capacità di pensiero e la memoria che possono poi portare al deficit cognitivo. Il succo di arance, come dicevamo ne esce benissimo. Ottimo risultato anche per chi ha consumato le maggiori quantità di verdura (6 porzioni al giorno, dove per porzione si intende una tazza di verdura o due tazze di foglie verdi). Rispetto a chi ne ha consumato in media solo due porzioni al giorno si vede un 34% in meno di ridotto “thinking skills”, ovvero i processi mentali in atto per risolvere problemi, prendere decisioni, valutare le idee, organizzare le informazioni, ecc.

Buoni alimenti per il cervello

«I nostri studi – commenta Changzheng Yuan, tra gli autori dell’indagine – portano nuove evidenze a sostegno del fatto che le scelte alimentari sono importanti per mantenere in salute il cervello». Non si può dire, precisa, che mangiare frutta e verdura e bere succo d’arancia riduca la perdita della memoria. Si è visto però una relazione tra il consumo di vegetali e buone performances cognitive, col passare degli anni. Il ché non è poco.

BIBLIOGRAFIA

Yuan C et al. Long-term intake of vegetables and subjective cognitive function in US men. Neurology, 21 novembre 2018