Chi ha corso una maratona, chi si è allenato per mesi, chi ha fatto sport a livello agonistico lo sa bene: corpo e testa corrono insieme. Più di una corsa breve, la maratona richiede un approccio e un allenamento che non può essere esclusivamente fisico. Per correre 42 km ci vuole il giusto atteggiamento mentale ben definito; servono costanza, forza di volontà, capacità di seguire un’alimentazione specifica. 

Tendiamo a considerare corpo e mente come due entità separate, quando in realtà sono una cosa solo. L’una influenza l’altra, e lavorare su una comporta sempre effetti sull’altra. Il progetto Mind Body Work (MBW) di Pietro Trabucchi e Luca Speciani lavora proprio in questa direzione, stimolando l’integrazione tra corpo e mente nell’attività sportiva. Questa metodologia integra infatti l’allenamento atletico a quello mentale, senza realizzarli in momenti separati (per non accentuare la divisione corpo-mente), e si basa su principi scientifici reali, dimostrati e documentabili. 

Grazie al coinvolgimento del cervello “emotivo”, uno stimolo proveniente dal corpo può infatti indurre cambiamenti stabili in alcuni atteggiamenti mentali. I risultati ottenuti da MBW su atleti molto diversi tra loro sono positivi e innegabili. Un atleta, dunque, deve allenarsi sia da un punto di vista fisico, che da un punto di vista alimentare e mentale. Solo così si possono migliorare le proprie prestazioni, che sia una maratona o qualsiasi altra disciplina.