La sovracrescita di patogeni nell’intestino deve sempre essere combattuta?

sovracrescita di patogeni

La sovracrescita di patogeni a livello dell’ecosistema intestinale deve sempre essere combatutta o può essere modulata?

La strada verso la salute è quella della modulazione e della convivenza con batteri patogeni.

Questi vanno semplicemente modulati e accompagnati gentilmente ad andarsene, grazie al fatto che sono rigogliosi e biodiversi i batteri buoni e “amici” nell’intestino

Clostridium difficile

L’aumento dei Clostridium e la riduzione dei bifidobatteri nel microbiota intestinale dei lattanti all’età di due anni di vita è spesso associato ad allergia entro questo periodo.

Nei primi due anni infatti c’è una forte correlazione tra una bassa biodiversità nella prima settimana di vita e la presenza di eczema atopico a 12 – 18 mesi. In particolare la presenza di Clostridium difficile rilevata nel primo mese di vita in concomitanza di un’assenza di bifidobatteri porta ad asma entro il sesto- settimo anno di vita.

Maggiore è il livello di bifidobatteri e minore risulterà essere la presenza di specie Gram negative con possibili stati di infiammazione subclinica TNF mediati che portano a fenomeni infiammatori allergene-mediati rendendo clinicamente visibili i fenomeni allergici.

Batteri buoni o batteri amici

La sovracrescita di batteri patogeni nell’ intestino può essere modulata dalla presenza di rigogliosi e biodiversi batteri buoni e “amici”  dell’intestino.

I bifidobatteri sono batteri buoni o batteri amici.
E’ un po’ come se fossero delle brave persone e sono definibili come flora batterica saprofita, benefica e commensale.

La flora benefica commensale svolge numerosi compiti utilissimi per l’organismo:

  • controlla potenzialmente organismi patogeni
  • influenza la produzione di nutrienti
  • rimuove tossine dall’intestino
  • stimola il sistema immunitario intestinale che si chiama Galt (sistema linfatico associato alle mucose gastrointestinali)

La composizione della flora del colon è influenzata

  • dalla dieta
  • dal  tempo di transito del cibo nel lume intestinale
  • dal pH delle feci
  • dall’età
  • dalle interazioni  microbiche (cioè da come e diversi ceppi interagiscono fra loro in un meraviglioso network )
  • dalla disponibilità nel colon di: nutrienti,  acidi biliari,  solfati, acidi grassi a catena corta, vitamine e minerali
  • Dalla capacità dei microbi di metabolizzare questi substrati.

 

A livello terapeutico è possibile contenere il disequilibrio e la sovracrescita di clostridi, come ci racconta la dott.ssa Monica Greco sul numero 127 de L’altra medicina.