L’ortoressia sportiva è un disturbo che si è sviluppato negli ultimi anni, caratterizzato da un’eccessiva ossessione per l’esercizio fisico. Ci sono atleti che sviluppano una forma di controllo maniacale verso le proprie prestazioni, valutando ogni possibile variabile – ritmo al km, uso di integratori, alimentazione del mattino, scarpe tecniche, studio analitico del percorso, massaggiatore dedicato – con una meticolosità esagerata. Chi soffre di ortoressia sportiva, nasconde una grande fragilità. Preso dall’insicurezza, tende a concentrarsi sui particolari, perdendo di vista il valore (e la bellezza) dell’obiettivo finale.

Dare il giusto peso

Un buon metodo per contrastare l’ortoressia sportiva è quello di valutare in modo obiettivo ogni fattore. Nel caso della maratona, per esempio, quanto può contare sul risultato finale la leggerezza delle spille? Forse mezzo secondo? E una scarpa più o meno idonea? Questa forse può consentire qualche minuto di guadagno. E un piano di allenamento fatto bene o male? Questo forse può far variare il risultato anche di una decina di minuti, per un amatore medio. Sbagliare del tutto la colazione pre-gara può anche far saltare l’intera prestazione causando un ritiro.
Ecco allora che calzini, spillette, vaselina vengono riportati al loro reale valore, mentre allenamento e alimentazione si situano su un altro livello. L’atleta equilibrato si occuperà con grande cura di allenamento e alimentazione; l’ortoressico sportivo, al contrario, si preoccuperà per ogni fattore in modo irrazionale.

Pulizia mentale

L’ortoressico sportivo è psicologicamente disturbato, insicuro, e teme che il trascurare anche un solo fattore possa compromettere l’intera prestazione, senza accorgersi che, così facendo, perde contatto con il valore dell’obiettivo finale.
Nella vita di tutti i giorni l’ortoressico è facilmente riconoscibile: bada ai particolari in modo ossessivo, perde di vista il senso complessivo di ciò che fa, e dedica un tempo enorme a cose di cui, mesi più tardi, non ricorderà più nulla.
Imparare a gestire le priorità in funzione dei propri obiettivi è un momento di “pulizia mentale” a cui dovremmo tutti abituarci. È fondamentale tenere bene a mente gli obiettivi, restare concentrati – in altre parole, essere padroni della propria vita.