Uno studio shock pubblicato dal British Medical Journal mette in luce una possibile relazione tra il consumo di bevande zuccherate, tra cui i succhi di frutta prodotti industrialmente, e l’insorgenza di tumori.

La ricerca è stata condotta dall’Institute National de la Santè et de la recherche médicale su più di 100 mila adulti. I partecipanti sono sono stati seguiti per un periodo di follow-up medio di circa 5 anni, avevano tutti un’età pari o superiore ai 18 anni  e quella media era di 42 anni. I ricercatori hanno sottoposto loro questionari alimentari e hanno analizzato le loro cartelle cliniche per rilevare le associazioni con il cancro. È risultato che un aumento di 100 ml al giorno nel consumo di succhi e bevande zuccherate sarebbe responsabile di un aumento del 18% del rischio di cancro in generale e del 22% di tumore al seno.

L’eccesso di zucchero aumenta infatti la quantità di grasso intorno a organi vitali come il fegato e il pancreas, fa crescere la glicemia nel sangue e danneggia i marcatori di infiammazione, attivando patologie tutte legate all’insorgere di tumori. “La raccomandazione è di consumare meno di una bibita al giorno“, spiega la dottoressa Mathilde Touvier, responsabile della ricerca. “Se si assume di tanto in tanto una bibita zuccherata non è un problema, ma se si arriva a una al giorno si aumenta non solo il rischio di contrarre tumori, ma anche di soffrire di disturbi cardiometabolici”.

Si tratta di uno studio osservazionale che non permette di stabilire un legame causa-effetto. Sono gli stessi studiosi a sottolineare di non giungere a conclusioni affrettate. I risultati dovranno infatti essere confermati da ricerche specifiche più approfondite.