Secondo le ultime ricerche scientifiche, sono molti gli anziani a soffrire di malnutrizione. Il termine malnutrizione, infatti, non si riferisce solo alla denutrizione, ma include anche tutte le situazioni in cui una persona non mangia in mondo adeguato. Anche chi mangia troppo, o in mondo sbilanciato, può infatti indebolirsi e ammalarsi, e dunque si può considerare malnutrita.

La terza età (dai 64 anni in su) è una fascia di età che per numerosi motivi ha un elevato rischio di malnutrizione: si è più fragili e deboli, ed è più facile arrivare a questa condizione. Lo studio italiano di sorveglianza “Passi d’argento” (a cura dell’Istituto Superiore di Sanità) spiega che la gran parte delle persone ulta 64enni (57%) è in sovrappeso (43%) o obesa (14%). Con l’aumentare dell’età, il 7,9% degli anziani subisce un calo di peso del tutto involontario.

Eccesso di peso: cause e conseguenze

Sono due le principali cause di questa situazione: la ridotta attività fisica e un consumo di cibo eccessivo o troppo ricco di nutrienti sbilanciati (carboidrati raffinati e zuccheri). Come sostengono migliaia di lavori scientifici, l’attività fisica è un indispensabile strumento di salute a tutte le età. Alimenti sbilanciati come farine raffinate, bevande zuccherate, dolci e grassi di scarsa qualità incidono pesantemente sull’aumento ponderale.

L’eccesso di peso influisce negativamente su tutta la qualità della vita: un anziano “pesante” fatica a muoversi, non riesce a respirare mentre fa le scale, rischia di perdere l’equilibrio e di cadere. Avere chili di troppo peggiora e può generare anche diverse patologie cardiovascolari e metaboliche (diabete, ipertensione, cardiopatite).

Iponutrizione: l’altra faccia della medaglia

Nella situazione opposta al sovrappeso e all’obesità troviamo l’iponutrizione che è altrettanto pericolosa e fonte di gravi patologie. Le cause responsabili possono essere : un ridotto introito, un alterato metabolismo causato da malattie, aumentate perdite per malassorbimento o diarree ricorrenti, l’aumentato fabbisogno presente in situazioni di pluripatologie, piaghe da decubito e interventi chirurgici.

Per l’anziano la dieta deve essere, innanzitutto, il più possibile varia e completa; è importante mangiare molti vegetali, sotto forma di zuppe, passati di verdure, contorni con verdure crude tenere (facilmente masticabili) e macedonie di frutta (senza zucchero aggiunto!). I carboidrati devono essere integrali, per assicurare un buon apporto di fibre (indispensabili all’intestino) e un elevato valore nutrizionale. Bisogna inoltre mangiare proteine a ogni pasto, meglio se di elevato potere biologico: via libera a uova, carne, pesce e latticini.

 

Sul numero 91 de L’Altra Medicina (dicembre 2019/gennaio 2020), in edicola dal 29 novembre, trovate maggiori informazioni sul problema della malnutrizione nella terza età.