Dermatologia di segnale: i rapporti tra pelle e alimentazione

Generalmente identificato con il suo strato più superficiale (epiderme), la pelle è l’organo che ci delimita e ci separa dal resto del mondo. Svolge una funzione di barriera contro gli agenti nocivi e al tempo stesso è un organo di comunicazione che riceve e trasmette segnali.

Rappresenta la parte visibile di noi stessi: rossore, pallore e sudorazione esprimono i nostri stati d’animo. Non è un caso che la cura della pelle abbia da sempre un ruolo fondamentale e che esista una branca della medicina, la Medicina Estetica, con l’obiettivo di migliorare l’aspetto visibile della nostra pelle.

La pelle: contatti con l’esterno e l’interno

Cute e capelli sono innervati e vascolarizzati, i cheratinociti hanno recettori per neurotrasmettitori, ormoni e citochine e li producono essi stessi. La pelle così riceve e invia segnali biologici da tutti gli organi interni (cervello, sistema endocrino, sistema immunitario, intestino). Questa “comunicazione” bidirezionale è coinvolta in numerose funzioni cutanee: vasodilatazione, infiammazione, sudorazione, seborrea e pigmentazione.

La pelle è in diretto contatto con il mondo esterno da cui riceve continui segnali. È infatti perennemente esposta a segnali naturali (caldo, freddo, raggi UV), biologici (presenza di microorganismi), artificiali (cosmetici e inquinamento) che contribuisce a veicolare all’interno (per esempio con la sintesi di vitamina D in risposta all’esposizione al sole).

Malattie dermatologiche e alimentazione

Molte malattie dermatologiche hanno cause non del tutto chiare, e diventa quindi difficile trovare i giusti trattamenti. La tendenza è quella di affidarsi a farmaci antibiotici o immunosoppressori con importanti effetti collaterali.

Patologie come la psoriasi, dermatiti da contatto, orticarie, acne e dermatite seborroica sembrano avere stretti legami con l’alimentazione. La psoriasi, per esempio, è fortemente associata ad altre malattie (Morbo di Crohn, diabete, iperglicemia, aumento di peso, obesità e steatosi epatica non alcolica e celiachia) che riguardano l’intestino e l’alimentazione. Per questo motivo, ai pazienti viene spesso e approssimativamente consigliata una dieta di eliminazioni di cibi.

Per molte di queste patologie è stata evidenziata anche una forte componente psicosomatica, ovvero un forte legame tra stress psichici e l’esordio, le recidive o le esacerbazioni della sintomatologia cutanea. Anche questo aspetto è altrettanto riferito dai pazienti ed altrettanto trascurato dai dermatologi nel momento della scelta terapeutica.

Dermobiotica e lo studio dei segnali

La dermobiotica è la disciplina che parte dallo studio dell’intestino e del suo microbiota per la cura delle patologie dermatologiche. Come la Medicina di segnale, il suo obiettivo non è sopprimere il sintomo ma aiutare il paziente a decifrarlo e a cogliere la connessione tra la patologia e l’intero organismo.

A sostegno della dermobiotica, gli ultimi studi sul microbiota intestinale hanno evidenziato da un lato forti legami tra l’infiammazione intestinale, la disbiosi (alterata composizione qualitativa e/o quantitativa dei batteri intestinali) e il benessere neuro-psichico e dall’altro tra la disbiosi e le malattie della pelle. Sia nei pazienti neurologici che dermatologici hanno riscontrato alterazioni del microbiota intestinale caratterizzate da scarsa diversità microbica del tutto simili a quelle dei pazienti affetti da malattia infiammatoria intestinale.

La dermobiotica parte dal trattamento dell’infiammazione intestinale, consigliando una dieta specifica e la somministrazione di alcuni ceppi di probiotici, per arrivare alla riduzione dell’infiammazione sistemica. Ne consegue un miglioramento della sintomatologia sia neurologica che cutanea, e di tutta la nostra salute.

 

Sul numero 88 de L’Altra Medicina (agosto/settembre 2019), acquistabile online, trovate maggiori informazioni sulla Dermobiotica e i rapporti tra alimentazione, microbiota intestinale e pelle.