Come ogni ambito della nostra vita, anche la sessualità manda segnali, messaggi e informazioni per farci capire se è necessario un cambiamento o se le cose vanno bene così come sono. La sessualità umana, infatti, comprende sia l’impulso, che ci spinge a cercarla e viverla su un piano prevalentemente fisico, sia una più emotiva e celebrale.

Soddisfazione sessuale: cosa fa la differenza

Capita a tutti di vivere esperienze sessuali insignificanti, che non lasciano alcuna traccia, e altre che invece rimangono impresse per intensità e profondità. La discriminante non è la tipologia di relazione, fugace o duratura, né la frequenza di rapporti. Non coincide nemmeno con il periodo della vita che corrisponde all’apice dell’efficienza genitale. La verità è che a rendere davvero desiderabile il sesso, non è il sesso in sé. Dobbiamo allontanarci dall’idea che l’attività sessuale corrisponda a semplici sensazioni fisiche ma tenere sempre più conto di tutte le sfumature emotive e celebrali.

Sessualità umana: il ruolo del cervello

La nostra vita sessuale dipende principalmente dal rapporto che abbiamo con noi stessi e dalla nostra capacità di abbandonarci all’altra persona. Se si è troppo attenti al giudizio altrui, per esempio, diventa difficile raggiungere un pieno coinvolgimento. Di conseguenza, viene meno la passione e il piacere.

In un certo senso, si può dire che è il cervello il vero organo sessuale umano: attraverso la neocorteccia, l’impatto della stimolazione fisica può raggiungere quella qualità, intensità e coinvolgimento che determina o meno il raggiungimento dell’organismo. Solo ascoltando i segnali della sessualità, cercando di comprenderli e di raggiungere uno stato di benessere generale, possiamo vivere rapporti sessuali sereni, piacevoli e completi.

 

Sul numero 88 de L’Altra Medicina (agosto/settembre 2019), acquistabile online, trovate maggiori informazioni sulla sessualità e i suoi segnali.