La Sugar tax – la tanto discussa tassa sullo zucchero – doveva entrare in vigore tra pochi giorni, il 1 ottobre 2020. Poi è arrivato il coronavirus e le associazioni che rappresentano le imprese delle bevande gasate hanno chiesto al Governo di sospenderla per evitare il tracollo. E così, per sostenere i produttori di bevande gasate, la Sugar tax è slittata al 1 gennaio 2021.

In attesa (e nella speranza) che entri in vigore, scopriamo insieme qualcosa in più sulla tassa sullo zucchero e sui dati relativi all’obesità in Italia.

Sugar tax

La tassa sullo zucchero, prevista dalla legge di Bilancio 2020, era stata pensata come misura per convincere le aziende che producono bevande zuccherate a diminuirne la quantità. Com’è noto, il consumo fra i bambini e i giovanissimi è elevato, e gli effetti sulla salute preoccupanti: lo zucchero provoca infatti obesità, differenti tipi di tumore, diabete di tipo 2 e diversi problemi al cuore.

Partiamo dalle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: la dose giornaliera da non superare è di 25g, ovvero cinque cucchiaini. In una lattina tipica da 330ml, in una nota aranciata venduta in Italia ce ne sono 39g, in Germania 30, in Francia 21, in Inghilterra 15. Una lattina di acqua tonica in Italia ne contiene 29,7g; lo stesso in Germania, mentre in Francia 19,1 e in Inghilterra 13,8. Per il resto, la lista di prodotti identici è lunga, cambia solo la quantità di zuccheri, che si abbassa nei paesi dove c’è la sugar tax. La Germania, come noi, per il momento non ha nessuna imposta. La Legge di Bilancio 2020 aveva definito in 10 centesimo per litro, la tassa.

I dati allarmanti sull’obesità

Intanto in Italia i dati sull’obesità sono allarmanti: è obeso circa il 10% dei ragazzi fra i 10 e i 19 anni. Tra i 5 e i 9 anni, si parla del 20,5% (bambini) e del 14,9% (bambine). Non solo da un punto di vista psicologico-relazionale, ma anche a livello sanitario è una disfatta su tutta la linea. Questi bambini oggi obesi svilupperanno infatti quasi certamente patologie di vario genere da adulti. Non a caso in Italia il diabete è in continuo aumento, tanto da essere quasi raddoppiato in trent’anni: nel 1980 coinvolgeva il 2,9% della popolazione, oggi il 5,3%. Il 16,5% delle persone sopra i 65 anni, oggi, è diabetico.

Se non basta un’informazione di igiene alimentare, che a dire il vero è proposta in diverse forme, bisogna necessariamente ricorrere alla disincentivazione dell’abuso di zucchero. In Francia e Inghilterra l’obesità infantile era sotto al 10%, lo hanno considerato un dato allarmante e hanno introdotto l’imposta. Da noi, dove i numeri sono purtroppo ben più alti, partirà a gennaio dell’anno prossimo. Se tutto va bene.

Tratto da un articolo di Gianluca Salcioli sul numero 99 de L’Altra Medicina (ottobre 2020), acquistabile online e in edicola. Sulla rivista trovate un’approfondita inchiesta sulla Sugar tax e sui danni causati dall’assunzione di zucchero.