Se lo chiede un medico vaccinatore che chiede consiglio al nostro direttore che qui riportiamo:

“Buongiorno,
Le scrivo per chiederLe un consiglio in urgenza. Attualmente sono in mutua per un infortunio da circa un mese e mezzo e a breve dovrei rientrare a lavoro. Sono stata avvisata una settimana fa dal mio caposala che sarei stata cambiata di reparto e mi sono state proposte due scelte: reparto vaccinazioni o rianimazione: io ho scelto rianimazione.

Ieri sono stata chiamata dalla direzione sanitaria e mi hanno detto che per la rianimazione hanno già coperto i posti e che sono rimasti solo posti ai vaccini.

Cosa fare? Eticamente, essendo tendenzialmente contraria, non vorrei andare a somministrare i vaccini alle persone: non sarei tranquilla e non mi sentirei a posto con la coscienza. Se dovessi chiamare per dire che eticamente non mi sento tranquilla di somministrare vaccini dimostrerebbe in modo lampante la mia contrarietà, cosa che non desidero rendere pubblica. Cosa mi consiglia di fare? Grazie”

Il dott. Luca Speciani spiega che al momento non esiste possibilità di obiezione di coscienza come vaccinatori, quindi consiglia al medico di fare ciò che deve, chiedendo appena possibile di essere spostata.

Se non li vaccina lei tanto ci penserà qualcun altro.

La sua presenza potrà invece essere d’aiuto per esempio a persone dubbiose, segnalando che è loro pieno diritto rifiutare di firmare il consenso informato o, se non lo desiderano, rifiutare di sottoporsi ad una vaccinazione ancora in fase sperimentale. Senza cercare di convincere nessuno, senza insistere, solo informando e chiarendo ove richiesta, come dovrebbe funzionare tra pazienti e sanitari in un paese civile.

Tratta dalle lettere al direttore sul numero 108 de L’altra medicina.