Benattia è il termine preso a prestito dal dott. Luigi Marcello Monsellato per l’insieme di sintomi (malattie) che non sono altro che un meccanismo biologico, volto a ritrovare una nuova omeostasi dell’organismo per adattarlo all’ambiente.

Il dott. Monsellato si è laureato in medicina a pieni voti all’università di Ferrara, e specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Bari, ma qualcosa dentro di lui lo spingeva ad andare oltre, verso la comprensione dei meccanismi che portavano alla malattia. Ha conosciuto e studiato appassionatamente l’Agopuntura, l’Omeopatia, l’Omotossicologia, la Fitoterapia e l’Aromatoterapia, la Scienza dell’Alimentazione, la Programmazione Neuro Linguistica, il Condizionamento Neuro Associato, l’Integrazione Neuro Emozionale, la Kinesiologia, la Biocibernetica e le macchine bioelettroniche e tanto altro.

Si era costruita in lui la convinzione che non si poteva curare il corpo come se fosse una macchina, scollegata da un contesto chiamato psiche ed emozioni e che tutto aveva un senso, in un disegno globale di perfezione.

Così decise di diventare anche psicologo e psicoterapeuta per completare la sua visione unitaria di mente e corpo.

Come dice il dott. Monsellato la guarigione può nascere esclusivamente da una nuova Consapevolezza che si fa strada nell’individuo proprio grazie alla malattia; in assenza di tale consapevolezza esiste solo la cura, che può essere impostata in maniera più o meno rispettosa della biologia e della fisiologia del nostro organismo, ma rimane pur sempre un espediente transeunte.

Il termine Benattia, deriva proprio dal rifiuto di vivere la malattia, come esperienza negativa, da eliminare. Al contrario il dott. Monsellato che ne ha compreso l’intima perfezione, la vede come uno strumento di guarigione, adattamento, evoluzione, e sa bene che questo cambio di punto di vista è già guarigione.

Trovi l’articolo completo del dott. Monsellato sul numero 109 de L’altra medicina.