Gestione dell’ansia. In aiuto anche i fiori di Bach


Sentiamo sempre più spesso parlare di ansia – o in modo più vago di stress – come causa di malessere e, in tanti casi, anche di disturbi o patologie organiche più o meno importanti. Ma di che cosa si tratta? Quando preoccuparsi? L’abbiamo chiesto a Patrizia Pascucci, psicoterapeuta e psicologa.

 

Che cosa ci spaventa?

L’ansia è uno stato penoso di anticipazione apprensiva di un possibile pericolo o evento negativo: è una risposta dell’organismo che si prepara ad affrontare uno stimolo (esterno o interno all’individuo) percepito come pericoloso. E che cosa ci fa valutare uno stimolo come potenzialmente pericoloso?

La valutazione dello stimolo scatenante è legata alle memorie, agli apprendimenti, alle credenze di ciascun individuo rispetto allo stimolo e rispetto alla sua capacità di farvi fronte.

Questa emozione implica quindi capacità mentali evolute, in grado di fare previsioni e ipotesi: ecco perché gli animali generalmente non sono ansiosi come noi esseri umani. Ed ecco perché contesti sociali e culturali così complessi come i nostri, al giorno d’oggi, possono sollecitare enormemente i nostri sistemi e generare malesseri di questo tipo. Infatti, quanto più gli ambienti socio-culturali in cui cresciamo e viviamo sono complicati, iper-stimolanti e competitivi, tanto più compaiono disturbi d’ansia.

 

E’ uno stimolo per reagire

L’ansia, tuttavia, non è disfunzionale in sé: essa infatti ha l’importantissimo ruolo di attivare il nostro organismo per un’eventuale risposta a fronte di un pericolo percepito. In questa eventualità, infatti, la nostra attenzione si focalizza sullo stimolo scatenante e si mobilitano le nostre risorse. Ha quindi la fondamentale funzione adattiva di allertarci per migliorare la nostra prestazione in situazioni valutate come virtualmente critiche. Ma quando i livelli d’ansia crescono in modo sproporzionato e persistono nel tempo, allora subentrano i problemi.

E’ importante in questi casi rivolgersi a esperti che possano capire insieme alla persona la natura, l’origine e il significato del malessere, per poterlo affrontare e gestire nel migliore dei modi.

Concretamente, possiamo intervenire in parallelo su più livelli (cognitivo, comportamentale, emotivo, corporeo e anche spirituale), proprio perché è sui diversi aspetti della nostra esistenza che l’ansia agisce.

 

Giù la maschera con il fiore giusto

Il lavoro terapeutico sui disturbi di tipo ansioso può trarre grande giovamento dall’utilizzo, in concomitanza, dei fiori di Bach. Sono infatti diversi gli archetipi floreali cui ispirarsi, per evocare le proprie risorse innate e le proprie capacità di adattamento: Impatiens e Aspen per l’aspetto legato all’anticipazione della minaccia, White Chestnut per la componente di rimuginazione, i fiori del composto pronto Resource Remedy (Rock Rose, Cherry Plum, Impatiens, Clematis e Star of Bethlehem). I fiori di Bach, infatti, trasmettono in modo silenzioso ma potente le informazioni racchiuse nella “personalità” dei fiori stessi e sono di grande ispirazione quando, come anche nel caso di sintomi ansiosi, c’è un conflitto tra il Sé superiore e la maschera che ci siamo costruiti e che usiamo nel mondo.

 

Per saperne di più, guarda la puntata del talk show di Natural Mag TV dedicata all’ansia: www.youtube.com/watch?v=KLXgXX1nnYs&t=23s

 



       

 


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