La digitopressione consiste in una serie di tecniche derivate dall’antica Medicina tradizionale cinese. Si tratta di applicare una pressione su alcuni punti specifici del corpo, quelli dell’agopuntura. Si può fare anche con le dita, non solo con gli aghi. Bene, dato che permane un certo scetticismo, vi rendiamo conto di un nuovo studio condotto dal Cancer Center dell’Università del Michigan e sponsorizzato dai National Institutes of Health statunitense. Non si può certo dire che facciano il tifo per la digitopressione: solo, hanno visto che funziona.

Funziona su cosa?

Funziona perché riduce i sintomi a lungo termine di chemio e radioterapia che le donne sopravvissute a un cancro al seno devono sopportare. Anche per molto tempo dopo le terapie. Prima di tutto sulla cosiddetta “fatigue”, il sentirsi proprio a terra, privi di energia psicofisica: svolgere le mansioni quotidiane diventa un compito arduo. E poi funziona sul dolore cronico, sull’ansia, sulla depressione e sui disturbi del sonno (non si riesce più a dormire bene, restano gli strascichi della malattia e delle cure…).

Risultati eclatanti con la digitopressione

Le donne, dopo aver vinto il cancro, sono state addestrate per poter fare la digitopressione a casa propria una volta al giorno per 6 settimane. La tecnica, di facile apprendimento, ha ridotto tutti i sintomi, almeno rispetto allo standard of care, cioè a quello che può proporre la medicina convenzionale. Intendiamoci, lo standard of care non va disprezzato, se porta aiuto, ma può essere molto utile eseguire la digitopressione in aggiunta. Addirittura, sulla depressione la digitopressione “rilassante” ha ridotto i sintomi del 42%, contro il 25% di quella “stimolante”. Solo 8% con lo standard of care.

Medicina tradizionale cinese alla prova pratica

Sono stati praticati due tipi di digitopressione secondo la Medicina tradizionale cinese: non punti a caso ma quelli indicati dalla sapienza cinese, sui meridiani. La prima tecnica andava a prendere i punti considerati “rilassanti”, tradizionalmente usata per l’insonnia, la seconda quelli “stimolanti” per ricavare più energia. I punti da premere sono diversi. Entrambe le strategie hanno mostrato un valore aggiunto rispetto allo standard nel migliorare l’ansia, l’intensità del dolore e il dolore che interferisce con le attività quotidiane. La digitopressione “rilassante”, però, è risultata ancora più efficace di quella “stimolante”.

Ricerche in corso

Si cerca di approfondire, per capire meglio che cosa usare nei singoli casi, dopo aver combattutoun cancro. «Di fronte a una persona che lamenta fatigue e depressione sarebbe ovvio concludere che è meglio la digitopressione rilassante. Per l’ansia o il dolore entrambi gli approcci potrebbero funzionare», osserva Suzanna Zick dell’Università del Michigan e tra le autrici dello studio. La medicina tradizionale cinese ha un grande vantaggio: la digitopressione può essere auto-praticata a domicilio con minimi effetti collaterali. Ma ovviamente bisogna imparare bene come farla, e quali punti premere sul corpo. Questi ricercatori ora vogliono procedere anche con il neuroimaging per vedere che cosa succede nel cervello quando vengono stimolati i punti. Pista calda.

BIBLIOGRAFIA

JNCI Cancer Spectrum, doi: 10.1093/jncics/pky064, published online Jan. 16, 2019