Notevole effetto della meditazione di Kabat-Zinn su un disturbo assai comune e da non sottovalutare.

Il problema è ben noto: prima ancora che si manifesti una vera e propria ipertensione, molte persone soffrono di un elevamento pressorio da controllare, per evitare che evolva in ipertensione conclamata e di passare ai farmaci. I medici parlano di ‘pre-ipertensione’.

Proprio in questi casi la meditazione mindfulness può giocare un ruolo importante come comprovato di recente da un gruppo di ricercatori della Kent State University on Ohio*.
Si è visto che le persone con ‘pre-ipertensione’ avviate a questo tipo di meditazione vedono ridursi i loro livelli pressori in modo molto più consistente rispetto ad altre sottoposte al training di rilassamento muscolare progressivo, tecnica di cui era già noto l’effetto antipertensivo. Addirittura con la meditazione si ottiene una riduzione di quasi 5 mmHg sulla pressione sistolica, che è davvero un ottimo risultato. Migliora anche la pressione diastolica.

Non occorrono grandi sforzi per ottenere questo beneficio, che ovviamente deve essere accompagnato dalle consuete modificazioni sullo stile di vita. Bastano 2,5 ore alla settimana di meditazione mindfulness. L’intervento nello studio americano è proseguito per 8 settimane.

Per pre-ipertensione si intende una pressione sistolica (la massima) compresa tra 120 e 139 mmHg e una diastolica (la minima) nel range 80-89 mmHg.

Ma è uscito un altro studio interessante sulla mindfulness.

Lo scorso settembre sulla rivista Mind, Brain and Education, i ricercatori della Wisconsin University** hanno visto che questo tipo di meditazione riduce il cosiddetto burn-out, cioè i livelli di stress che spingono all’angolo molti professionisti: in Wisconsin hanno provato sui maestri di scuola elementare.

Il grado del burn-out si misura attraverso un’apposita scala psicometrica. E’ stato così possibile verificare come la mindfulness allevi il burn-out dei maestri in misura maggiore rispetto ai controlli. Bastano 15 minuti al giorno di pratica.
 
*Joel Hughes et al., Psychosomatic Medicine, ottobre 2013
http://www.psychosomaticmedicine.org/content/75/8/721
**Lisa Flook, Mind, Brain and Education, settembre 2013
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/mbe.12026/abstract