Kapal Bhati è una delle tecniche di respirazione Pranayama che può aiutare a tenere sotto controllo il diabete.

"Kapal" significa fronte e "Bhati" vuol dire "ciò che emana luce", "ciò che splende". Dunque: "fronte, o viso, splendente". Si sostiene tradizionalmente che la pelle del volto, dopo alcune settimane, assuma un colorito più luminoso. Alla pratica si attribuiscono benefici contro diversi disturbi o malattie. E viene indicata da alcuni come un trattamento per il diabete, una sorta di “massaggio profondo” al pancreas. Vediamo brevemente in cosa consiste.

1 – Si assume la posizione Dhyana Mudra (nell’immagine), schiena dritta, occhi chiusi.

2 – Si inspira profondamente attraverso entrambe le narici. L’espirazione deve essere rapida e forzata, contraendo i muscoli dello stomaco. Fate caso all’ombelico: si spinge verso la colonna vertebrale.

3 – La successiva inspirazione si produce senza sforzo, rilasciando i muscoli. Automaticamente.

4 – Inizialmente, si consiglia di limitarsi a una ventina di cicli respiratori. Poi fermatevi e prestate attenzione alle sensazioni del corpo.

Detta così, sembra piuttosto facile ma la pratica è da sostenere nel tempo e richiede allenamento (non è così facile, soprattutto quando si inizia). Il consiglio è di farsi seguire da un esperto per apprendere la tecnica e correggere eventuali errori: qui è opportuno prestare attenzione.

Le respirazioni devono essere nello stesso tempo rapide e complete ma a questo si arriva con l’esercizio. Le persone allenate possono compiere molte respirazioni di seguito fino a 15-20 minuti. Non demotiviamoci se all’inizio appare un’impresa impossibile.

Kapal Bhati viene anche proposta per i periodi di depressione, quando ci sentiamo annullati, all’angolo, a volte per troppe sollecitazioni, stress. Altri dicono che è efficace per l‘asma, l’obesità, l’ipertensione. Restiamo coi piedi per terra.

Non è solo un lavoro sulla respirazione. Anche la mente è parte in causa: si richiede concentrazione immaginando che, mentre espiriamo, rilasciamo le impurità che si sono accumulate nel corpo.

Kapal Bhati è descritta in dettaglio da Patanjali, figura chiave della medicina ayurvedica, una specie di Ippocrate indiano. Le sue opere risalgono al secondo secolo dopo Cristo. Tuttavia, gli insegnamenti sono molto più antichi: Patanjali è stato prima di tutto un grande compilatore e ordinatore di notizie sullo Yoga. Un medico che ha lasciato il segno, ma anche uno dei 16 Siddham della tradizione Tamil: Siddha Guru è il maestro che ha trasceso l’ego e che si trova in uno stato meditativo permanente.

Una precauzione

Kapal Bhati sarebbe da riscoprire ma non va preso sottogamba. Nei Sama Veda è scritto:

«Come l’elefante, il leone o la tigre possono essere addomesticati lentamente e gradualmente, allo stesso modo il praticante dovrebbe provare ad addomesticare il suo respiro senza fretta, altrimenti il respiro ucciderà il praticante stesso».