Funziona. Ed è un risultato che difficilmente si può ottenere con i farmaci anti-dolorifici.

Se ne sono accorti in Minnesota dove hanno sottoposto quasi 300 pazienti a manipolazione spinale secondo i dettami della chiropratica, confrontando l’esito con la terapia farmacologica ed un programma di esercizi casalinghi.

Lo studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine*, uno dei giornali più importanti della medicina mainstream, rileva una netta riduzione del dolore rispetto ai farmaci (Fans e/o paracetamolo, e se necessario narcotici). Il beneficio è stato riportato sul breve termine (poche settimane) ma si è mantenuto anche a distanza di tempo (52 settimane).

Tutti le persone trattate soffrivano di cervicalgia (le cosiddette “cervicali”) che provoca principalmente dolore al collo, ma anche alle braccia (brachialgia), o cefalee. Spesso sono presenti formicolii (parestesie) in varie parti del corpo.

Ricordiamo che anche in Italia sono attivi dottori in chiropratica, che hanno frequentato un corso di studi di 5 anni. Per trovarli consigliamo di cercare sul sito dell’Associazione Italiana Chiropratici:

http://chiropratica.it/mappa-chiropratici/#map

Che cos’è la chiropratica?

La chiropratica parte dal presupposto che il nostro organismo possieda enormi potenzialità di auto-guarigione. E’ necessario però stimolare e innescare il processo di riparazione. Questo si può fare trattando gli squilibrii a livello della colonna vertebrale. In pratica, il chiropratico durante la visita iniziale rileva la presenza di interferenze a livello vertebrale. Attraverso la successiva manipolazione manuale, corregge i blocchi vertebrali e, così facendo, elimina la causa del dolore o di altri problemi organici. Il corpo fa il resto.

Non si usano farmaci ma l’assistito può ricevere consigli relativi alla dieta, al riposo, alla postura, ai movimenti. Per la chiropratica, inoltre, il benessere mentale è altrettanto importante per favorire l’auto-guarigione. La visione dell’uomo e della salute aderisce ad un modello che oggi chiamiamo “olistico”.


*Annals of Internal Medicine:

http://annals.org/article.aspx?articleid=1033256