Sanyinjiao: il punto da premere contro i dolori mestruali

C’è un punto sulla gamba che da millenni è indicato dalla medicina tradizionale cinese per alleviare i disturbi che si presentano durante "quei giorni".



Ne parliamo perché pochi giorni fa, su una delle migliori riviste che si occupano di medicine alternative, alcuni medici dell’università di Taipei (Taiwan) hanno valutato l’efficacia di questa tecnica. Il risultato è che…funziona.



Il punto, anche conosciuto come SP6, lo vedete nell’immagine, si trova sulla gamba circa quattro dita sopra la caviglia nella parte interna della gamba. Che cosa succede in quel punto? Qui si incontrano i 3 meridiani Yin che ci connettono alla terra,  da cui assorbiamo energia vitale. La sapienza medica cinese ci dice che, se in questo punto il flusso energetico Qi non scorre liberamente, possono subentrare problemi fisici.



Si interviene a sbloccare il flusso con gli aghi e la digitopressione, ben conosciuta dagli agopuntori o da chi pratica Shiatsu. I tre meridiani Yin convergono infatti sull’apparato genitale femminile e sono considerati essenziali per risolvere diversi disturbi della sfera riproduttiva delle donne (ma non solo). 



Ma che cosa dice lo studio di Taiwan?



In sintesi: la digitopressione è più efficace dell’applicazione di aghi nel punto Sanyinjiao. Riduce chiaramente il dolore mestruale e, a cascata, anche l’ansia che spesso si accompagna a questo pesante fastidio che alcune di noi devono sopportare tutti i mesi.



Teniamo presente che, spesso, per eliminare questo tipo di dolore si ricorre ai farmaci (Fans soprattutto, aspirina o ibuprofene, e anche contraccettivi) che non sono privi di effetti collaterali. In generale, in questi giorni è bene, per quanto è possibile, non fare sforzi, riposare, e applicare impacchi di acqua calda sul ventre: si tratta di rispettare i nostri ritmi biologici, il nostro essere parte della natura. C’è un problema? Cerchiamo di smorzare i ritmi. E questo non solo per la tradizione medica cinese ma anche per la nostra, per quella indiana, e per tutte quelle che vi vengono in mente.





Lo studio integrale lo leggete sulla rivista Evidence Based Complementary Alternative Medicine:

www.hindawi.com/journals/ecam/2013/493038/