La meditazione mindfulness è utile anche contro l’insonnia. Tante le prove, vediamo l’ultima.


Prima, però, ricordiamo che questo tipo di meditazione è una traduzione occidentale di una pratica del buddhismo Vipassana – ma anche dello Zen e con antiche radici in India – incentrata sulla consapevolezza: nella cultura originaria l’obiettivo era la ‘purificazione’. Si tratta di imparare a essere consapevoli e accettare la nostra esperienza quotidiana, senza giudizio. E’ un buon antidoto contro il rumore di fondo che incessantemente agita le nostre vite.


Lo studio di cui parliamo è stato condotto dall’università del Minnesota, a testimonianza dell’interesse manifestato in Occidente negli ultimi anni. Negli Stati Uniti, infatti, il 2014 è l’anno della mindfulness, con tanto di copertine sui giornali mainstream e interviste ai soliti ‘Vip’, di cui possiamo non occuparcene.


Veniamo invece allo studio, più informativo. Si tratta di imparare e praticare per 8 settimane questa meditazione. Le persone invitate a partecipare erano afflitte da insonnia cronica primaria, cioè un’insonnia senza cause apparenti (non c’è un disturbatore al piano di sopra…). Si è usato il programma disegnato da Jon Kabat-Zinn (il medico che ha codificato la meditazione Vipassana per l’Occidente). Il programma, prima di tutto, intendeva ridurre la sensazione di stress.


Risultato

I pazienti con insonnia riescono facilmente a usare questa tecnica per addormentarsi in tempi più rapidi. E’ più facile riaddormentarsi quando ci si risveglia di notte. I risvegli notturni, spesso angosciosi, risultano meno disturbanti, più accettabili e, soprattutto, superabili. Per i novizi è anche importante praticare in gruppo, la motivazione si rafforza. In generale, scrivono gli autori, gli effetti della meditazione sono comparabili all’impiego dei farmaci ipnotici, ma più estesi nel tempo e senza effetti collaterali, frequenti con i farmaci.


Ecco cosa concludono gli autori.

«I corsi di mindfulness sono disponibili in tutto il mondo. Negli Stati Uniti sono registrati 600 istruttori del programma. I corsi sono offerti nei centri benessere, in contesti accademici, aziendali e online.


Alcune compagnie assicurative statunitensi rimborsano la spesa, in Canada alcuni piani sanitari rimborsano il costo totale. In ambiti lavorativi la mindfulness è offerta ai lavoratori di aziende importanti come Apple, Google e General Mills.


Il programma mindfulness agisce sui meccanismi che causano e perpetuano l’insonnia, senza effetti collaterali. In contrasto, la prescrizione di sedativi non impatta sulle cause dell’insonnia, e comporta potenziali effetti collaterali…».


Insieme alla mindfulness si consiglia di adottare i ben noti consigli per l’igiene del sonno.

Nell’immagine, il Dharmacakra (la ruota della Legge o del Dharma), simbolo dell’insegnamento del Buddha che riteneva di potere superare la sofferenza di uomini e donne.


BMC Complement Altern Med. 2014; 14: 50


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3927626/#!po=2.77778
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