Uno studio sulla rivista scientifica Science rivela che alcune letture, più di altre, aiutano a migliorare le capacità comunicative e l’intelligenza emozionale. Quali letture?

Per esempio, lo scrittore russo Cechov, Dickens, Austen, insomma i “classici” della letteratura. Prima di un appuntamento importante sul lavoro o di un esame scolastico, meglio evitare la saggistica e anche la letteratura di “consumo” che spesso assurge allo status di best-seller: romanzi su vampiri, gialli, erotici. Per quanto queste categorie siano da prendere con le pinze, si nota una differenza tra la letteratura “alta” e quella che si considera “popular”.

La cosa sorprendente, e inaspettata, è che l’effetto sulle capacità di relazione e funzionamento sociale è immediato, e misurabile attraverso appositi test. E bastano dai 3 ai 5 minuti di lettura. Non è nemmeno necessario che al lettore piaccia ciò che sta leggendo.

Secondo i ricercatori la fiction letteraria riesce nell’intento perché lascia più spazio all’immaginazione, incoraggia i lettori ad essere più attenti e flessibili sul carattere dell’interlocutore, rende più sensibili all’aspetto emozionale e alla complessità che si genera sempre nel rapporto tra esseri umani.

Migliora anche la capacità di decodificare le emozioni. Per esempio, in un test, ai volontari venivano fatte vedere alcune fotografie di occhi: bisognava indovinare che cosa stavano provando i proprietari degli occhi. Si è visto che per chi aveva letto fiction letteraria era più facile indovinare l’emozione.

Gli autori David Kidd ed Emanuele Castano lavorano a New York presso la New School for Social Research.

Science, 3 ottobre