Certo, occorre un cambio di prospettiva e la capacità di fare silenzio dentro noi stessi: il premio è l’energia positiva che gli alberi possono donarci.

E’ mai capitato, in mezzo a un bosco, di essere colpiti dalla sola presenza di un albero? Non diamo molto peso a questa sensazione, facciamo finta di niente per non sembrare lunatici. Ma può essere che in questo modo si girino le spalle a qualcosa di importante per noi.

C’è chi ritiene che questo tipo di contatto permetta di accedere a una “forza” o “energia” che, in alcuni casi, può persino arrivare ad alleviare disturbi o sciogliere nodi psichici. Tuttavia, senza arrivare a tanto, possiamo provare a sperimentare personalmente questo tipo di “contatto ravvicinato” e farci la nostra idea.

E’ un caso che in tutte le culture umane gli alberi si rivelino come depositari di energie, di caratteri e di qualità individuali? Sgombriamo la mente e proviamo a vederla così: ogni albero ha il suo carattere, non costa nulla metterci in ascolto, poi trarremo le nostre conclusioni. Tutti noi, del resto, abbiamo avuto il nostro albero preferito, che magari non c’è più, ma che ancora oggi ricordiamo con gratitudine e nostalgia. Chi scrive si era affezionato a un…. albicocco (che purtroppo è stato soffocato dal cemento…).

Questo tipo di attività ha alcuni praticanti in diverse parti del mondo: tra questi, il francese Patrice Bouchardon si propone di insegnare le tecniche di ascolto degli alberi (www.bouchardon.com). Per lui, ogni albero è dotato di particolari qualità energetiche, in grado di agire sui chakra e di promuovere reazioni psicofisiche su misura.

Vediamo quale tipo di pratica viene proposta da Bouchardon:

Come incontrare un albero?

– Lasciamoci condurre dal nostro istinto: un albero all’improvviso sembra richiamare la nostra attenzione.

– Non accostiamoci subito, giriamoci attorno: bisogna “individuare il lato giusto dal quale accostarsi: nel campo energetico dell’albero vi è un ingresso ben preciso”.

– Scoperto il “punto di apertura”, avviciniamoci. Sediamoci di spalle o con il volto rivolto verso il tronco. Decidiamo in base a quello che sentiamo sia giusto.

Respirare a contatto con l’albero

– Assumendo una posizione comoda, osserviamo il nostro respiro. Che respiro è? Rapido, regolare, irregolare? Che sensazione proviamo? Siamo sereni, ansiosi, sicuri, pieni o svuotati di energia?

– Poi sediamoci comodamente vicino all’albero che abbiamo “incontrato”. Rilassiamoci e osserviamo il nostro respiro: ci sono cambiamenti? E’ cambiato il ritmo, il respiro è più profondo e regolare? E come ci sentiamo, che sensazioni proviamo?

– Bouchardon consiglia di fare l’esperimento con alberi di specie diverse, annotando le differenze. Con la pratica, individueremo gli effetti che ogni singolo albero ha su di noi. Ci sarà l’albero che ricarica, quello che tranquillizza, quello che ha qualcosa da dirci…

Come congedo, Bouchardon dice di ringraziare l’albero che ci ha accolto. Sta a noi, nella peggiore delle ipotesi passeremo alcuni splendidi pomeriggi in mezzo al bosco…

Patrice Bouchardon è autore del libro “Le energie positive degli alberi”, edito in Italia da Mondadori