L’evidenza sin qui accumulata suggerisce che l’apporto dei flavanoli del cacao possa giocare un ruolo importante a sostegno del cervello. Si notano miglioramenti nelle performances cognitive, come l’attenzione, la memoria, la velocità di esecuzione dei compiti intellettuali, la fluidità nel parlare. A beneficiarne di più sembrerebbero le persone un po’ avanti con gli anni e a rischio di deficit cognitivo.

Neuroprotezione con i flavanoli

Concetti ribaditi in un lavoro pubblicato su Frontiers in Nutrition da un gruppo di ricercatori italiani dell’università dell’Aquila (Socci V. et al). La letteratura scientifica in merito – fanno notare – è ancora limitata e gravata da molte differenze nel metodo d’indagine. Cionostante, la valutazione complessiva dei risultati sostanzia l’effetto neuroprotettivo dei flavanoli del cacao e vantaggi cerebrovascolari e metabolici. «Inoltre – scrivono gli Autori – la somministrazione acuta potrebbe determinare un effetto di potenziamento a breve termine, sostenendo la performance nelle condizioni che richiedono cognitività».

La liaison cacao-cervello

La ricerca sugli effetti di cacao e cioccolato per il cervello, sebbene ancora da ritenersi agli stadi preliminari, converge su un punto: il cacao si propone come un interessante nutraceutico in grado di proteggere le funzioni cognitive e arginarne il declino. Da chiarire ora meglio i dosaggi, le posologie, i tipi di flavanoli più promettenti per le singole popolazioni (giovani e anziani, persone con i primi segni di deficit cognitivo o meno).

In attesa di conferme

Al cervello piace il cacao. Viene raggiunto dai suoi flavanoli. Quanto e come è ancora tutto da stabilire, ma la strada sembra proprio tracciata. Intanto, perché non approfittare inserendo un po’ di cioccolato nero regolarmente nella dieta?