Mangiando l’ananas o bevendone il succo intanto ci assicuriamo una bella dose di vitamina C e di carotenoidi. Ma anche qualcosa in più.

In fitoterapia l’ananas è ben conosciuto per gli enzimi che contiene, complessivamente denominati bromelina: ma questa, pur presente nel frutto, si trova soprattutto nel gambo da cui si ricavano estratti. Perché tutto questo interesse sulla bromelina? Sono tre le azioni che emergono dalle ricerche.

Un antinfiammatorio

E’ noto che la bromelina ha una notevole attività antinfiammatoria, al punto che qualche fitoterapeuta la consiglia per decongestionare le mucose in presenza di un’infiammazione acuta delle vie respiratorie.

Contro edemi, cellulite e gonfiori

Aiuta a risolvere gli edemi rendendosi utile in caso di gonfiori, soprattutto alle estremità inferiori. Ma anche nella cellulite per contenere gli inestetismi. Oppure negli ematomi dopo un trauma e in alcune flebiti: riesce a “portare via” l’acqua in eccesso che si è depositata nei tessuti.

Per la digestione

Poi, la bromelina è un enzima digestivo ed è uno dei pochi frutti che si consigliano come dessert di frutta dopo un pasto, per aiutare la digestione. Un altro frutto di questo tipo è la papaya, ma sembra che anche alcuni tipi di fichi abbiano questa proprietà.

Una precauzione: il succo d’ananas è ricco di acidi organici, pertanto è sconsigliato se c’è ulcera peptica oppure gastrite, e in generale per gli stomaci delicati. In questi casi, gli estratti subentrano bene perché tolgono gli acidi e concentrano la bromelina.

Ultima novità sull’ananas.

Negli ultimi tempi, nelle università occidentali, si sta valutando la bromelina dell’ananas per le malattie su base infiammatoria. Queste riguardano organi diversi. Per esempio l’asma, ma anche le coliti, oppure le artriti. Molto di quello che finisce in “iti”, e sono le malattie più frequenti.

Un ultimo studio, dello scorso dicembre*, rilancia su asma e allergie. Come mai le allergie sono in drastico aumento? E’ un problema di sensibilizzazione, cioè il nostro sistema immunitario, sempre all’erta, riconosce come estranei alcuni pezzi di materia, detti antigeni. E reagisce. Per fortuna, perché altrimenti non sopravviveremmo a un banale raffreddore.

A volte, però, per motivi ancora non chiari, il sistema immunitario attacca antigeni di cibi normalmente innocui (allergie alimentari, anche fatali) oppure parti del nostro corpo (malattie autoimmunitarie).

O anche nel caso delle classiche allergie che uno si porta dietro per tutta la vita, con il naso che cola, gli occhi che piangono e i pruriti. Sono guerre con pesanti effetti collaterali.

La bromelina appare in grado di ridurre questa sensibilizzazione. Non c’è nulla di assodato ma non è escluso che, fra qualche anno, la bromelina possa rientrare tra le strategie da consigliare per asma e allergie, se non come farmaco, almeno come integrazione. Vedremo.

Evid Based Complement Alternat Med. dicembre 2013

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24381635