Rieccoci con i primi malanni da raffreddamento. Tra le tantissime opzioni eccone un paio, una dal Giappone e un’altra italiana.

Valida anche se ci sono poche linee di febbre. Grattuggiate un ravanello (oppure il daikon) fino a riempire due cucchiai. Grattuggiate un po’ di zenzero fresco fino a riempire un cucchiaio. Riponete il tutto in una tazza aggiungendo un po’ di tamari (salsa di soia). Versate quindi sopra il tutto dell’acqua bollente. Mischiate e lasciate riposare per un paio di minuti. Sorbitela bella calda.

La ricetta italiana

Semplicissima. Lasciate infondere in una tazza piena d’acqua bollente 3-5 grammi di fiori e foglie di malva. Da bere 2 o 3 volte al giorno per alleviare l’infiammazione delle vie respiratorie. C’è chi consiglia di mettere fiori e foglie in acqua fredda, portare ad ebollizione e poi spegnere e lasciar riposare per qualche minuto.

La Malva contiene principi antinfiammatori (antocianosidi e flavonoidi) attivi sulla mucosa dell’apparato respiratorio. Tradizionalmente, questa pianta era utilizzata per fare gargarismi e sciacqui in caso di malattie da raffreddamento.

Un’alternativa alla Malva è l’Altea, pianta che però non è molto comune nel nostro paese, se non coltivata. Nell’Europa centrale e del nord è ben conosciuta come emolliente e lenitiva.

Spesso Malva e Altea costituiscono un ingrediente di varie miscele erboristiche, di pronto uso contro la fase acuta di raffreddore e mal di gola.

Per cautela, evitare in gravidanza e allattamento, o chiedere al medico.