Intervallo: sono fioriti i Narcisi

Tutti gli anni è sempre emozionante vederli, con quella incredibile architettura e la delicatezza dei colori (ma semplice, bella senza artifici).
Anche quest’anno li possiamo ammirare, nonostante tutto quello che sta accadendo attorno a noi (ma è sempre stato così). Si capisce il famoso mito greco di Narciso che, rimirandosi sulle acque, si innamora di se stesso. Tema ampiamente ripreso anche dall’arte occidentale (nell’immagine il Narciso di Caravaggio).
Quale opera d’arte della natura, il Narciso supera le epoche. Piaceva agli antichi greci, piaceva ai romani (per Plinio l’ingestione della pianta ha proprietà narcotiche), piaceva ai cinesi per cui era un messaggero del nuovo anno, mentre per la poesia persiana erano gli occhi irresistibili dell’amato/a.
In Europa, se ne sono innamorati gli olandesi (del resto, si erano innamorati anche dei tulipani e altri fiori) e dall’Olanda il contagio della bellezza ha colpito l’Inghilterra, dove il Narciso selvatico è detto ‘Daffodil’. Naturalmente, piace anche a noi.
Soprattutto in Gran Bretagna, dove amano i Narcisi, procedono a molte ibridazioni per ottenere risultati sempre più eclatanti: i tipi di Narciso registrati in base ai colori sono ormai 30 mila. In America abbiamo persino società di appassionati che si spendono per la ‘cultura del Narciso’:
http://daffodilusa.org/
Narciso narcotico e velenoso
Il nome Narciso deriva probabilmente dalla parola greca ‘Narkao’, che significa ‘stordire’, ‘promuovere il sonno’. Da cui il termine ‘narcotico’. I bulbi dei Narcisi contengono sostanze alcaloidi velenose. La bellezza richiede sempre la sua contropartita.
E’ citato anche da Omero e Socrate come un fiore da cui è bene guardarsi. Per Socrate il Narciso componeva la corona degli Dei infernali. Si dice persino che il suo profumo possa gettare in uno stato di torpore ed estremo languore. A noi non è mai capitato.
Ma è sicuro che da sempre, lo sbocciare del Narciso annuncia una nuova Primavera:
«O Proserpina, cosa darei ora per quei fiori
che tu lasciasti cadere, spaventata dal carro di Dite.
I Narcisi, che giungono prima che osi la rondine,
e colpiscono i venti di marzo con la loro bellezza».
William Shakespeare, The Winter’s Tale