Pizzica e punge, ma è sorprendentemente ricca di pregiati principi nutrizionali. Tuttora la pianta, soprattutto le radici e le foglie, è sotto indagine per definirne il potere terapeutico.

Uno studio dell’università di Pisa, di recente, ha dimostrato che l’ortica ha un effetto vasorilassante e riduce la pressione arteriosa. Del resto la medicina tradizionale del Marocco la usa da tempo per affrontare le crisi antipertensive.

Le foglie contengono elevate quantità di proteine, di calcio, fosforo, ferro, magnesio, beta-carotene e vitamine A, C, D e del complesso B. In pratica una pianta vitaminica abbarbicata al lampione.

Classicamente, l’ortica ha trovato impiego come anti-anemico per l’abbondante presenza di ferro. Faceva parte della farmacopea fin dai tempi dell’antica Grecia.

Si conoscono anche applicazioni come anti-diarroico, anti-infiammatorio per le malattie reumatiche, diuretico ad azione depurativa. Inoltre veniva usata per contrastare la caduta dei capelli. Nella moderna fitoterapia si suggerisce un impiego per ridurre i sintomi dell’ipertrofia prostatica, ma occorre farsi seguire da un medico: si usa un estratto della radice.

Possiamo invece approfittare dell’ortica in cucina, è un alimento virtuoso. In genere si mangiano i germogli o le cimette delle piantine. E’ bene raccoglierle in aree distanti da strade o sorgenti inquinanti. Passandole in acqua bollente si perde subito il potere urticante: possiamo farci zuppe, risotti o minestre. Una volta tritate si possono mettere nelle frittate, oppure utilizzarle come ingrediente vegetale per sformati, ripieni e fricassee.

Ovviamente possiamo anche preparare una tisana d’ortica. Si sminuzza finemente una cimetta e si lascia riposare in acqua calda ma non bollente per cinque minuti. Se ne sfrutta l’effetto antinfiammatorio per lenire i dolori reumatici, o le cistiti, ed è utile se ci sono calcoli urinari. Per il suo contenuto è anche un remineralizzante, un tonico, un disintossicante.

Tuttavia, la tisana va assunta con attenzione se ci sono patologie cardiovascolari, o terapie anticoagulanti in corso, evitando di assumerla in gravidanza e allattamento. Sembra che potenzi l’effetto di antipertensivi e dei farmaci contro ansia e depressione. Meglio astenersi in questi casi.