Qui riportiamo il comunicato AMPAS (associazione dei medici di segnale) del 7 ottobre 2020, con dieci regole di buon senso che un buon medico può applicare e consigliare ai propri pazienti.


Ancora una volta stiamo assistendo ad un tentativo, dagli scopi per nulla chiari, di scatenare allarme sociale. Una supposta “protezione” della nostra salute, determinata da comitati tecnici in pieno conflitto di interesse e da politici e giornalisti compiacenti, viene usata come cuneo per prescrivere regole incomprensibili, contraddittorie e assurde con pesantissime ricadute economiche e sociali.

In questo desolante quadro, in cui gli asintomatici sani vengono presentati come “contagiati” mentre le terapie intensive sono ben lontane dalla saturazione e i decessi (se tutti da Covid19) sono ormai da mesi una manciata al giorno (contro i 1800 decessi quotidiani per tutte le altre cause, verso cui tanto si potrebbe fare e nulla si fa), diventa necessaria un’azione incisiva, per recuperare la nostra dignità di medici e per indirizzare una popolazione confusa verso azioni di reale buon senso, prima di dare per scontato che l’attuale narrazione unica sia la sola giusta e autorizzata.

Ecco dunque dieci semplici regole di buon senso che un buon medico, indipendente da interessi di altra natura, può applicare e consigliare ai propri pazienti e ai propri cari:

  1. L’asintomatico sano deve poter circolare all’aperto senza mascherina (o altri dispositivi di protezione), salvo quando non possa mantenere una distanza di sicurezza per un periodo consistente (http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=88555)
  2. I bambini e i ragazzi sono risultati meno contagiati e contagiosi, e possono quindi muoversi in libertà, abbracciarsi, socializzare, giocare, per non subire i danni psicologici da più parti segnalati (www.comunicatopsi.org)
  3. Ciascuno di noi può e dovrebbe mantenere efficiente il proprio sistema immunitario per difendersi da Sars-Cov2 così come da qualunque altra patologia infettiva, con uno stile di vita adeguato (alimentazione sana, movimento fisico, luce solare, meno stress: tutto ciò che ci e stato negato durante il lockdown) e con eventuali integrazioni protettive (vit.C e D, oligoelementi come zinco e rame, fitoterapici di provata efficacia, vedi https://www.dietagift.it/?p=7522)
  4. È poco utile, per gli asintomatici, effettuare tamponi o test sierologici a causa dell’alto numero di falsi positivi nella popolazione sana. Anche nei sintomatici le modalità di cura non sono molto diverse tra Sars-COV-2 e altre gravi sindromi influenzali. Non effettuare un tampone o un test rientra nel diritto costituzionale alla scelta di cura (https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/357662-covid-tarro-tamponi-falsi-positivi/)
  5. È importante che la popolazione più fragile (anziani con più patologie in essere, immunodepressi, diabetici) si protegga con attenzione. Utili per queste persone ridurre i contatti sociali, possibilmente protetti. Come hanno sempre fatto, queste persone dovranno restare quanto più possibile in casa o in ambienti sani privi di folla (es. lavori nell’orto, o passeggiate in campagna)
  6. I sintomatici, quale che sia il virus o il batterio che li ha contagiati, dovranno impedire (con mascherine quando in presenza di altri, distanziamento, igiene delle mani, ecc.) la diffusione dei loro germi, ed evitare di recarsi al lavoro o in luoghi frequentati da altre persone fino a guarigione, per non essere veicolo di contagio.
  7. Le cure dei sintomatici non dovrebbero essere soppressive (es. paracetamolo o antinfiammatori) ma mirare al ripristino delle proprie capacità di combattere l’infezione, possibilmente a casa come avvenuto per il 90% delle persone questa primavera. Gli strumenti primari, come già detto, dovranno essere, in aggiunta al riposo e al cibo leggero: vitamine, oligoelementi, fitoterapici, con l’assistenza competente – anche a distanza – del proprio curante.
  8. Solo per chi dovesse mostrare sintomi più gravi, come gravi difficoltà respiratorie o febbre alta che non scende, potrà essere necessario il ricovero ospedaliero che – stanti i protocolli operativi ancora dubbi andrebbe evitato per quanto possibile. Questo anche per lasciare spazio a chi abbia veramente bisogno, per tutte le patologie diverse da COVID-19 che ogni giorno mietono più di 1800 vittime.
  9. No all’allarme sociale e alla paura, che modificano le nostre risposte ormonali e ci rendono più sensibili verso qualunque malattia infettiva. Spegnere la TV o cambiare canale ogni volta che ci viene mostrato il bollettino quotidiano, con i costernati commenti dei “virologi di stato”, può essere una buona idea.
  10. La nostra costituzione ci tutela nel nostro diritto alla libera circolazione, alla libertà di scelta di cura, al lavoro, all’istruzione, alla privacy. Tamponi, test, vaccini, quarantene possono solo essere una nostra scelta e nessuno, con una semplice ordinanza, circolare o DPCM può toglierci il diritto costituzionalmente definito di scegliere consapevolmente come gestire la nostra salute e la nostra vita (https://www.altalex.com/documents/news/2020/05/11/dpcm-e-costituzione)

Questa è una possibile via per liberarsi dal giogo di una “protezione sanitaria” che dovrebbe restare, stanti i numeri odierni della “pandemia”, solo volontaria. Chi vuole, chi lo ritiene opportuno, si proteggerà nel modo che ritiene migliore. Applicare le antiche regole ippocratiche e praticare il buon senso comune di cui ogni medico dovrebbe disporre, ci consentirà, oltre che di salvare vite, anche di evitare derive autoritarie o cessioni a terzi dei nostri inviolabili diritti costituzionali.

Firmato:
Il consiglio direttivo di AMPAS (Associazione medici per un’alimentazione di segnale).
Il board di FRI – Federazione Rinascimento Italia.
A nome di 977 medici di ogni specialità, di altri circa 400 tra sanitari (psicologi, infermieri, fisioterapisti, biologi, farmacisti, dietisti, fisioterapisti), cittadini comuni (avvocati, giornalisti, insegnanti, agricoltori) e di più di 50 associazioni coassociate o federate.