Può darsi che qualcuno di noi abbia saputo, tra parenti e amici, che un bambino è nato affetto da "piede torto". E’ una malformazione congenita, meno rara di quanto si pensi.

C’è una cura, purtroppo ancora poco conosciuta in Italia ed è bene che l’informazione si diffonda. Ci spiega Marco Scattolon, fondatore dell’Associazione Nazionale Piede Torto Congenito: «Da oltre 50 anni esiste per il piede torto una terapia semplice, economica, non invasiva né dolorosa: il metodo Ponseti (Ignatio Ponseti, nella foto), dal nome del geniale medico spagnolo che negli anni Quaranta sviluppò la tecnica negli Stati Uniti. Riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come la tecnica più efficace per la cura della patologia, prevede 4-6 gessetti settimanali, preceduti da pochi minuti di delicate manipolazioni, un’incisione di pochi millimetri al tendine di Achille, uno speciale tutore prevalentemente notturno fino ai 4-5 anni. Purtroppo nel nostro paese di "tradizione chirurgica" questa metodica fa ancora fatica a diffondersi».

I genitori dei bambini nati con questa patologia si sono appunto organizzati in rete. Questi i contatti:

www.ilpiedetorto.it

www.piede-torto.it

https://www.facebook.com/groups/piedetorto/

www.facebook.com/Associazioneitalianapiedetorto

Che cos’è il "piede torto" ed è davvero così raro?

«Il piede torto congenito è la più diffusa malformazione congenita», ricorda Marco. «Ogni anno in Italia nascono più di 500 bambini affetti dalla patologia, che però rimane una delle meno conosciute. Alla nascita uno o entrambi i piedi presentano le ossa in posizione scorretta e appaiono ruotati verso l’interno. Se non è ben trattata, la patologia è gravemente invalidante, non permettendo la normale deambulazione, con forti ricadute sulla qualità della vita del paziente e altissimi costi sociali. Quando invece il bambino è ben curato, si ottiene un piede esteticamente e funzionalmente "normale", con la possibilità di svolgere qualsiasi attività fisica senza dolori né limitazioni».