Mercato sulla placenta? No grazie

L’epicentro è il Giappone dove si riscontra un drastico aumento delle vendite dei supplementi a base di placenta.
Chi li compra? Questo prodotto è ricercato dalla popolazione di età superiore ai 60 anni. In estremo Oriente è molto florido il mercato di quello che chiamano ‘Healthy aging’: l’invecchiare bene, possibilmente evitando di contrarre le malattie legate all’invecchiamento. I produttori di questi supplementi ora guardano ad altri mercati, come Thailandia e Malesia. La ‘cura’ costa circa 50 dollari al giorno e sta nascendo persino un ‘mercato nero’ e una forte concorrenza. Gli acquirenti sono soprattutto i nuovi ricchi.
La placenta di chi?
Soprattutto delle cavalle, ma anche di maiali e mucche. Abbiamo un altro ‘taglio’ sul corpo di quest’animale (vedi l’immagine).
In Giappone importano le placente anche dai macelli del Sud America, e preparano gli estratti. Ogni organo viene pagato 100 dollari. Un produttore dice: ‘Loro macellano l’animale per la carne ma ogni tanto trovano che la cavalla è gravida (per caso? permettiamoci qualche dubbio, ndr). Allora aprono la carcassa, prendono la placenta e ce la inviano’. Complimenti!
Ma perché?
Perché la placenta contiene gonadotropine cui si attribuiscono effetti nel curare svariate condizioni, dall’asma al colesterolo alto, dalle cardiopatie all’obesità. La lista è lunga. Ma soprattutto perché si ritiene un anti-aging di lusso, ricco di fattori di crescita.
E la placenta umana?
In questo caso, per fortuna, il mercato è più regolato. Ma alcuni dicono che sarebbe molto più ‘funzionale’ la placenta umana. In Giappone, per ora, le iniezioni di placenta umana sono controllate e permesse solo in alcune cliniche.
Gli osservatori affermano che questo tipo di commercio difficilmente sarà permesso in Occidente in tempi brevi. Anche se non si può mai dire…
Tuttavia, poco tempo fa si è registrato un caso negli Stati Uniti. Un’azienda ha provato a far passare la donazione di placenta umana, sebbene non ‘premiata’ da un riscontro economico al donatore. Dicono: se si dona il cordone ombelicale perché non la placenta? Il sito web è tuttora online.
http://placentadonation.com/
L’ente regolatore statunitense, la FDA, ha bloccato l’iniziativa. Più che altro perché mancano gli studi clinici in grado di confermarne i benefici sugli esseri umani e non sono chiari i rischi infettivi.
Un’ultima cosa, che la dice lunga sugli interessi in ballo: sul web si sente parlare di placenta di salmone, come se questi pesci avessero una placenta…