Sorridere, secondo il ricercatore e insegnante della Stanford University Ron Gutman, crea una stimolazione cerebrale pari al provare forti emozioni come quando ricevi molto denaro o mangi un pezzo di cioccolato.
Ancora prima, già Charles Darwin con la sua Teoria dei Feedback Facciali, aveva definito il sorriso in questo modo:
Il Sorriso non è soltanto il risultato di un’emozione positiva, ma può esserne anche la Causa.

Cosa succede quando sorridiamo?

Studi scientifici dimostrano che:
  • attiviamo i centri nervosi della ricompensa, che favoriscono il rilascio della dopamina, quel neurotrasmettitore che ci fa provare piacere, soddisfazione.
  • inibiamo i muscoli che tengono in tensione durante il giorno la nostra faccia.
  • sorridere crea quel rilassamento necessario al cervello per funzionare meglio, nonostante molte persone pensano che un sorriso distragga o possa essere frainteso.
  • favorisce anche il rilascio di serotonina, quel neurotrasmettitore che regola l’umore e che genera in noi quella serenità necessaria per abbassare lo stress.
Da dove cominciamo?
Per molti sorridere volontariamente non è facile, quindi meglio partire da meccanismi che non sono volontari, come i feedback facciali che derivano dai nostri neuroni specchio.
Quei neuroni scoperti dall’orgoglio italiano nel mondo, il professor Rizzolatti, dell’università di Parma, che attivano le stesse aree cerebrali delle persone vicine a noi.
Cosa significa tutto questo nella pratica?
I neuroni specchio si attivano senza la nostra volontà, cioè in modo inconsapevole, quindi se osserviamo una persona che sorride, sarà più facile per noi sorridere.
Esattamente come avviene per gli sbadigli anche il sorriso é contagioso.
Quindi vedere il sorriso come strumento per recuperare lucidità e tranquillità, significa aiutarci a risolvere i nostri problemi, o quanto meno a metterci nelle condizioni migliori per farlo.
Tratto da un articolo di Terenzio Traisci sul numero 92 de L’Altra Medicina, acquistabile online e in edicola.