L’acne è la più comune malattia della pelle. Compare su faccia, spalle, dorso e torace, con lesioni che possono lasciare e macchie o cicatrici, se trascurate. Pur essendo un fenomeno fisiologico, il potenziale inestetismo fisico può generare un enorme impatto psicosociale.

L’acne è sostanzialmente un’infiammazione della ghiandola sebacea causata in primis dall’ispessimento e dalla successiva occlusione del dotto che dovrebbe portare il sebo alla superficie, successivamente all’eccessiva produzione di sebo da parte della ghiandola stessa e infine alla colonizzazione della ghiandola da parte di un batterio della pelle.

Le teorie sulle cause dell’acne l’hanno di volta in volta interpretata come malattia infiammatoria, malattia ormonale, malattia psicosomatica e, ovviamente, malattia infettiva. E naturalmente a ogni teoria è poi seguita la proposta di una diversa terapia farmacologica, spesso poco utile, se non addirittura dannosa.

La dieta nell’acne

Il ruolo della dieta nel trattamento dell’acne è spesso poco considerata dai dermatologi.  Eppure è evidente che l’acne sia legata alla dieta: i tassi di incidenza dell’acne negli adolescenti dei paesi occidentali sono molto alti, mentre la patologia sembra quasi assente nei paesi non occidentalizzati. Un esempio possono essere i ragazzi, tra i 15 e i 25 anni, dell’isola Kitawa in Papua Nuova Guinea e dell’etnia Aichè del Paraguay. Fino a qualche anno fa non presentavano acne e seguivano un’alimentazione definibile “paleo”, basata su tuberi, frutta, pesce e carne di cacciagione, ma povera di carboidrati ad alto carico glicemico, come zuccheri semplici e prodotti con farine raffinate, e scarsa anche di latte o derivati. La prevalenza della patologia è però “esplosa”, eguagliando quella dei coetanei occidentali, appena è avvenuto un cambio di stile di vita verso abitudini alimentari più occidentali.

Acne e sindrome metabolica

Sindrome metabolica è una definizione che non indica una singola patologia ma un insieme di fattori predisponenti che, uniti, collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie come diabete, problemi cardiovascolari in genere, steatosi epatica (fegato grasso) e, secondo le teorie più recenti, anche diversi tipi di cancro. La definizione della sindrome metabolica prevede la presenza di almeno tre segni tra sovrappeso, ipertensione, dislipidemia e aumento della glicemia a digiuno o resistenza insulinica. Nei paesi sviluppati, la sindrome metabolica è un problema serio e molto diffuso: negli Stati Uniti, per esempio, più del 40% delle persone sopra i 50 anni può esserne affetta.

L’acne può anche essere una manifestazione comune di molte malattie sistemiche o sindromi che sono di solito legate all’insulino-resistenza (IR), come per esempio la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Non è sorprendente che i pazienti acneici presentino spesso livelli elevati di glucosio e insulina sierici, nonché insulino-resistenza. In questo contesto, la dieta occidentale caratterizzata da un elevato carico glicemico e da elevati livelli di proteine del latte sembra essere il punto di collegamento tra l’acne, l’IR e la sindrome metabolica. Questi due stimoli dietetici sono in grado di aumentare i segnali legati all’insulina. Inoltre, il latte, i prodotti lattiero-caseari agiscono come potenziatori del segnale insulina/IGF-1, sostenendo la lipogenesi sebacea e l’aggravamento dell’acne attraverso la derepressione del recettore per gli androgeni.

Sempre più studi dimostrano che una dieta a basso carico glicemico sia capace di migliorare l’acne, ridurre la dimensione delle ghiandole sebacee, diminuire l’infiammazione e l’espressione di IL-8 proinfiammatoria, influenzando positivamente il decorso clinico e l’intensità dell’acne e la produzione del sebo. I dermatologi devono quindi concentrarsi su interventi dietetici e metaboloci per il trattamento dell’acne, andando anche a prevenire le malattie più gravi connesse con la sindrome metabolica, come l’obesità, il diabete e il cancro.

Quali cibi evitare

Una prima, necessaria considerazione: dobbiamo imparare a bilanciare i nostri pasti principali e organizzare i nostri spuntini e merende, come del resto prevede già la dieta GIFT. Per una corretta alimentazione anti-acne, è fondamentale tenere sotto controllo i picchi insulinemici attraverso la riduzione del carico glicemico e la limitazione degli altri alimenti (tipo i latticini) che stimolano la produzione dell’insulina.

  • Carboidrati: la principale fonte di carboidrati nella nostra dieta è costituita dai cereali, che contengono anche in quantità minore anche altri macronutrienti come acqua, proteine e grassi, assieme agli pseudo-cereali, tuberi e amidacei come le patate e le castagne. È importante consumare regolarmente cereali, preferendo prodotti integrali, biologici e poco lavorati, sostituendoli talvolta con patate dolci o castagne, anche sottoforma di farina, e non concentrandoli tutti in un solo pasto.
  • Latte e derivati: l’insulina non è stimolata solo dal carico glicemico ma anche dal latte e i suoi derivati e quindi anche dalle proteine isolate del siero, spesso presenti negli integratori per sportivi. La quantità di grasso presente nel latte, ossia la scelta di latte scremato o intero, è spesso valutata nei diversi studi ma non è chiaro se sia o meno un fattore in grado di peggiorare la sintomatologia. La patologia si ipotizza non sia nemmeno influenzata dalla presenza di lattosio, ossia lo zucchero del latte, quindi la scelta di latte delattosato, in assenza di specifiche intolleranze, non parrebbe modificare gli effetti dei latticini.
  • Cioccolato: i fattori che entrano in gioco parlando di cioccolato e acne sono molteplici. Nelle più comuni abitudini alimentari il cioccolato che è consumato maggiormente è al latte: contiene quindi latte e un quantitativo maggiore di zucchero rispetto al cioccolato fondente o al cacao. Inoltre, si osserva il seguente fenomeno: chi è amante di cioccolato, generalmente non si limita a questo dolce; nelle abitudini alimentari sono infatti presenti altri prodotti dolciari, spesso confezionati e ricchi di zuccheri come biscotti, merendine o brioches. Queste considerazioni rendono chiaro il perché ci possano essere pareri discordanti sul consumo di cioccolato in presenza di questa patologia. Il cioccolato fondente, con un contenuto di cacao superiore al 75%, se inserito in piccole quantità nella dieta precedentemente descritta, si ritiene non debba influire negativamente sull’acne.
  • Salumi: è complicato studiare il legame tra acne e salumi. Abitualmente il loro consumo avviene in abbinamento a pane bianco e alimenti fritti o con grassi cotti, focaccia o pasta fritta. In alcuni casi questi prodotti sono consumati con frequenza giornaliera, anche in più pasti nello stesso giorno o abbinati a formaggi. Bisogna osservare con attenzione la frequenza di consumo di questi alimenti processati; probabilmente con patologie come l’acne c’è bisogno di un’attenzione maggiore verso la qualità degli altri alimenti consumati durante lo stesso pasto.

Tratto da un articolo del dermatologo Marco Pignatti sul numero 95 de L’Altra Medicina (maggio 2020), acquistabile online e in edicola.